REGIONE DECADUTA

Palazzo Spada infilza Fratelli d’Italia

Il Consiglio di Stato respinge il ricorso del partito di Ghiglia e chiude definitivamente la querelle sull'annullamento del voto regionale del 2010. A questo punto l'ultima speranza per il centrodestra è la Cassazione. Cota: "No comment" - LA SENTENZA

Anche il penultimo ostacolo alle elezioni regionali del 25 maggio è stato rimosso. Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Fratelli d’Italia contro l’annullamento delle elezioni del 2010, presentato ad adiuvandum, ovvero a sostegno, di quello già inoltrato (e respinto) dal governatore della Regione Piemonte Roberto Cota. “I motivi di cui si compone l’appello incidentale riproducono pedissequamente i motivi degli appelli già esaminati e respinti dalla sentenza del 17 febbraio 2014, dalla quale questo Collegio non intende discostarsi, e che pertanto fa interamente propria”, scrivono i giudici per spiegare la loro posizione. A questo punto si attende solo più il pronunciamento della Corte di Cassazione, cui si è rivolto il presidente leghista, ma che potrebbe arrivare anche dopo il turno elettorale di questa primavera, nonostante la sollecitazione ad abbreviare i tempi, in modo da ottenere una decisione delle Sezioni riunite della Corte Suprema in tempi congrui rispetto alla data prevista per le elezioni regionali.

 

Fallisce, dunque, anche questo tentativo di ribaltare il pronunciamento dei giudici amministrativi e poi confermato anche dai supremi giudici amministrativi lo scorso 11 febbraio, quando è stata proclamata la decadenza del Consiglio regionale. Una sentenza annunciata, secondo i giuristi interpellati nei giorni scorsi, dal momento che la presentazione del ricorso si scontrava con il principio del “ne bis in idem”, ovvero lo stesso fatto non può essere giudicato due volte. Nell’udienza dell’11 febbraio il Consiglio di Stato aveva adottato una procedura semplificata, secondo il leader dei Fratelli piemontesi Agostino Ghiglia «sminuendo le ragioni profonde degli appelli presentati» e soprattutto, sempre secondo gli esponenti del partito di Meloni, incorrendo in un «gravissimo errore di procedura». Su questo si basava l’appello incidentale presentato dai legali ingaggiati da FdI Pasquale Landi e Annalisa Di Giovanni.

 

“Con questa ennesima bocciatura spero si rassegnino”, commenta Mercedes Bresso (Pd), ex presidente della regione Piemonte. “Un ricorso fotocopia a quello di Cota già respinto, non poteva andare diversamente. Questa Giunta illegittima ha finito di far danni, se ne facciano una ragione. Mi fa piacere vedere i grillini esultare sulla decadenza di Cota – conclude Bresso – peccato che per quattro anni abbiano fatto finta di nulla, forse la paura di perdere la poltrona è stata a lungo prevalente”. “È la ribadita parola finale ad una vicenda che è durata sin troppo a causa del disprezzo per il rispetto di fondamentali principi democratici e delle eccessive lungaggini della giustizia ordinaria fortunatamente compensate con la rapidità con cui il giudice amministrativo dopo aver dovuto attendere i tre gradi di giustizia ordinaria, ha chiuso il giudizio ordinando la ripetizione delle elezioni per prossimo maggio”. E' il commento dell'avvocato Gianluigi Pellegrino, legale di Bresso, alla decisione del Consiglio di Stato di respingere anche il ricorso di Fratelli d’Italia contro la sentenza del Tar Piemonte di rendere nulle le elezioni regionali del 2010. “Si è cosi evitato - aggiunge l’avvocato Pellegrino - che i cittadini piemontesi dopo aver subito l’imbroglio di elezioni deturpate da una lista farlocca, subissero anche la beffa che una legislatura illegittima giungesse impunemente a fine mandato”.

 

Non si mostra particolarmente sorpreso Gilberto Pichetto, vicepresidente uscente della Regione e coordinatore piemontese di Forza Italia: “I segnali relativi alla possibilità di un accoglimento del ricorso di Fratelli d'Italia non erano incoraggianti, per questo non sono stupito da questa sentenza. Continuo a pensare che la volontà popolare fosse chiara e che annullare le elezioni regionali del Piemonte dopo 4 anni sia assurdo tuttavia ormai da settimane stiamo lavorando per farci trovare pronti ad affrontare questa campagna elettorale al fine di ribadire, questa volta in maniera incontrovertibile, la volontà dei piemontesi di avere un nuovo governo di centrodestra”.

 

Si dice “allibito e preoccupato”, invece, il promotore del ricorso: “La sentenza odierna del Consiglio di Stato è semplicemente inaudita. I giudici non si son nemmeno presi la briga di motivare il respingimento del ricorso, limitandosi a richiamarsi alla sentenza precedente – ha commentato Ghiglia -. Non possiamo neppure criticare la sentenza visto che i giudici hanno ritenuto troppo faticoso scriverla ma abbiamo l'obbligo di criticare un atteggiamento inaccettabile per un sistema democratico. Siamo certi che i cittadini Piemontesi, i quali 4 anni fa elessero Roberto Cota presidente della Regione, abbiano capito che il loro voto è stato umiliato e calpestato da sentenze politiche e immotivate e che sapranno reagire dando nuovamente fiducia a Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale e al centrodestra”.

 

LEGGI LA SENTENZA

 

 

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5 Commenti

  1. avatar-4
    21:31 Mercoledì 19 Marzo 2014 marceba uhhhh

    ma che persecuzione!!!!!!!!!!

  2. avatar-4
    16:18 Mercoledì 19 Marzo 2014 gattonero ......

    ...amen....

  3. avatar-4
    14:34 Mercoledì 19 Marzo 2014 Bandito Libero Bresso ha paura di Bono e dei grillini

    Fa bene.

  4. avatar-4
    12:12 Mercoledì 19 Marzo 2014 annalisa piccoli Mio caro Chiamparino

    Lei è proprio fortunato. Quante opportunità favorevoli ha potuto sfruttare nel corso della sua carriera politica. Almeno stavolta ha ringraziato la Bresso, dopo averla sempre aspramente criticata?

  5. avatar-4
    11:52 Mercoledì 19 Marzo 2014 ale87 La speranza è l'ultima a morire (di un altro anno con la poltrona)

    Cota e Ghiglia possono provare ancora a rivolgersi all’alta corte europea, all’ONU, o al Papa.

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