Caso Giovine al vaglio del Consiglio di Stato

I supremi giudici amministrativi hanno deciso di entrare nel merito della querelle sull’accoglimento della sentenza penale a carico del consigliere dei Pensionati. A giorni il pronunciamento

PALAZZO SPADA Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato ha deciso di entrare nel merito della questione Giovine. I supremi giudici amministrativi, all’udienza di oggi, che si è svolta a Roma, intendono capire se, per accogliere o respingere i ricorsi presentati dall’ex presidente Mercedes Bresso, è sufficiente l’esito del processo penale a carico del consigliere della lista “Pensionati per Cota” Michele Giovine, condannato in appello a due anni e otto mesi per irregolarità elettorali. La decisione, prevista nei prossimi giorni, potrebbe influire l’iter delle procedure in corso, fino a ribaltare l’esito delle urne.

 

Infatti, se, come pare essere al momento l’orientamento prevalente, il Consiglio accogliesse l’equipollenza del giudizio penale come accertamento del falso, tutto tornerebbe al cospetto del Tar di Torino, il quale a sua volta  aveva sospeso qualsiasi giudizio fino alla fine del procedimento della querela di falso (causa civile).

 

La seduta è stata turbolenta, a tratti persino tesa. Da registrare i battibecchi  su questioni procedurali tra il giudice Pier Giorgio Trovato e l’avvocato Angelo Clarizia, legale del presidente della Regione Roberto Cota, e la rampogna inflitta all’avvocato Giovanni Nigra, difensore di Giovine, ripreso per la sua arringa polemica verso i “tempi della giustizia”, a sua detta singolarmente rapidi nei confronti del suo cliente e, piccolo dettaglio di colore, per essersi presentato senza cravatta.

print_icon