TACCHINI FELICI

Senatori piemontesi ligi al dovere

Mentre per Renzi è la “mala bestia” da addomesticare, i nostri parlamentari che siedono a Palazzo Madama risultano tra i più diligenti. Record di presenze per il piddino Fornaro. In cima alla classifica Airola (M5s). Malan primo dei berluscones nostrani

 

Fosse stato ai tempi dell’Unione Sovietica, la sua corpulenta figura sarebbe finita, in monumento, accanto a quella del minatore simbolo della dedizione al lavoro Aleksej Grigor'evič Stachanov. Ma in un periodo in cui non si contano gli strali mossi ai parlamentari sulla loro scarsa propensione all’attività in aula e gli indici accusatori puntati su quegli scranni di Palazzo Madama troppo spesso vuoti, tanto da dare il destro a chi ne sostiene l’inutilità, il piddino Federico Fornaro se non la medaglia all’Ordine di Lenin, certo può appuntarsi al petto quella di senatore piemontese più presente in aula. Addirittura a Fornaro sfugge di un nonnulla il primato a livello nazionale: è preceduto di un soffio (99,96% contro 99,89%) dal collega e compagno di partito friulano Carlo Pegorer. Se oro argento e pure bronzo, con il ligure Vito Vattuone, sono prerogativa dei senatori del Partito democratico, rimanendo tra gli eletti in terra allobroga è Alberto Airola il grillino più presente, con il 99,38%, al momento delle votazioni tra i pentastellati italiani.

 

Per trovare un altro subalpino cercando nel centrodestra bisogna, invece, scorrere e non poco la classifica e superare altri piddini, come Nicoletta Favero, Magda Zanoni, Daniele Borioli, Patrizia Manassero, Elena Ferrara, Stefano Lepri, un altro grillino (Carlo Martelli), altri Pd nostrani - Elena Fissore, Nerina Dirindin, Stefano Esposito (con 90,59%) - il socialista Enrico Buemi, e finalmente ecco spuntare l’ex sottosegretario Michelino Davico (leghista passato a Gal) con  l’83,75% che precede il montiano Gianluca Susta attestato sull’82% di presenze. Ancora una sfilza di nomi e compare, appena sopra l’81% Lucio Malan, il primo berlusconiano nella lista dei presenzialisti, si fa per dire.

 

Impietose con chi bigia le sedute, le statistiche elaborate da Openpolis disegnano un quadro, in costante aggiornamento, che per ora vede il Piemonte tutto sommato una delle regioni con gran parte dei suoi senatori diligenti. Certo se si guarda la lista dei “cattivi”, già al primo posto spunta Giulio Tremonti che in Piemonte è stato eletto sia pure paracadutato. Nella black list aperta da un Denis Verdini che vanta ben il 99,3 di assenze – ma presente laddove si decide, come osserva chi maligna ma c’azzecca – la novese Manuela Repetti è appena sotto la top ten con il 42% di assenze, poco meno dell’altra metà della coppia azzurra, Sandro Bondi che sta qualche posizione più in alto. Almeno in questo, più vicino a Verdini. E se Maria Rizzotti, la chirurga plastica del Cavaliere mandata a Palazzo Madama dagli elettori subalpini a colpi di botulino, si scopre aver varcato la porta del Senato tante volte quante Domenico Scilipoti, ma un venti per cento in meno di Antonio Razzi, il grillino piemontesi più assenteista – anche se con percentuali sideralmente lontane da quelle dei colleghi di Forza Italia – è il valsusino iperattivo nelle battaglie No Tav Marco Scibona che a volerlo bacchettare gli si deve contestare un 11, 76% di assenze. Numeri comunque lontani da quelli dell’ex vicesegretario regionale dem Fornaro. Lo stakanovista di Palazzo Madama al quale per conquistare il primo posto non resta che sperare in un mal di pancia del collega friulano. Disturbo non poi così raro, di questi tempi, in casa Pd.