POLITICA & GIUSTIZIA

Murazzi, la movida si fa in tribunale

In quattordici finiscono a processo nell’inchiesta sugli sconti concessi dal Comune di Torino ai gestori dei locali. Alla sbarra esponenti di spicco dell'amministrazione comunale: l’ex assessore Altamura, l'allora city manager Vaciago e il direttore Ferrari

Sono 14 i rinvii a giudizio disposti dal pm Andrea Padalino nell’inchiesta sugli sconti concessi dal Comune di Torino ai gestori dei Murazzi. A processo, fissato il 17 febbraio del prossimo anno, alcuni massimi esponenti dell’amministrazione cittadina all’epoca dei fatti, ovvero tra il 2007 e il 2009, dall’allora assessore al Commercio Alessandro Altamura all'ex city manager Cesare Vaciago, passando per il vicedirettore generale Giuseppe Ferrari. Dovranno rispondere di abuso d’ufficio. Dal procedimento era già uscito indenne l’allora sindaco Sergio Chiamparino, per il quale il gip Giorgio Polito aveva disposto l’archiviazione, accogliendo la richiesta del pm. Secondo quanto sancito dal gup il danno erariale presunto ammonta a 39mila euro, certificati nel 2013. 

 

L’indagine, avviata nel 2012 a seguito delle denunce dei residenti per il fracasso della movida, dopo aver accertato violazioni sull’allestimento di dehors e sugli impianti audio, aveva messo in luce gravi irregolarità amministrative nei pagamenti delle concessioni e nell’affidamento delle arcate di proprietà del Comune. In particolare, sotto la lente degli investigatori era finita la delibera di giunta del 25 agosto 2009 in cui furono concessi sconti e dilazioni sui canoni d'affitto, pare a fronte di mancati lavori di manutenzione da parte dell'amministrazione cittadina. Tutto iniziò con la gara del settembre 2007 per la concessione dei locali ai Murazzi del Po. Secondo gli investigatori avrebbero partecipato gestori di locali in quel momento già morosi (e che quindi secondo il regolamento non avrebbero potuto o avrebbero comunque dovuto essere esclusi). Non solo. Tra le carte della Procura di Torino c’è anche un documento dell’1 ottobre 2008 scritto a mano e firmato da Vaciago, in cui si concorda con i gestori dei locali una riduzione del 25% del canone giustificata con i mancati incassi dopo che non era stato possibile eseguire delle manutenzioni, presumibilmente per delle infiltrazioni d'acqua. Una circostanza da chiarire perché erano ben 9 su 12 i gestori di locali che risultavano morosi nei pagamenti delle concessioni. Era di 330mila euro la quantificazione dei canoni non pagati dai locali ai Murazzi del Po al Comune di Torino tra il 2007 e oggi. Quattro di quei locali erano già morosi al momento di partecipare alla gare che nel settembre 2007 aveva assegnato le concessioni. Un numero che all'inizio di ottobre 2008, quando si era decisa una riduzione dei canoni, era già salito a nove gestori (su 12).   

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