CENTRODESTRA

Forza Italia si affida a Giacometto

L'ex consigliere provinciale nominato commissario del partito torinese. A lui il compito di rimettere in moto una macchina ingrippata e senza benzina. Primi impegni: tesseramento e congressi comunali. E la difficile partita delle amministrative

Parte da Torino, con la nomina di Carlo Giacometto a commissario provinciale, la riorganizzazione di Forza Italia. In vista della imminente stagione congressuale, che si avvierà il 15 dicembre con le assise comunali e, soprattutto, per rimettere in moto la macchina organizzativa per le prossime scadenze amministrative (tra il 2015 e il 2016 andranno al voto importanti Comuni, tra cui il capoluogo), il coordinatore regionale Gilberto Pichetto ha deciso di affidare le redini del partito torinese a un quarantenne, esponente di quella generazione di “nativi berlusconiani”, folgorati sulla via di Arcore in giovane età nel nome della “rivoluzione liberale”.

 

Iscritto a Forza Italia fin dal 1994, dopo un impegno politico svolto negli organismi studenteschi e universitari, Giacometto, classe 1973, laureato in Economia e Commercio, dipendente regionale, ha ricoperto nel movimento azzurro numerosi incarichi, a livello regionale e provinciale, con una parentesi come Coordinatore cittadino di Torino del Popolo della Libertà nel triennio 2010-2012. Consigliere provinciale per dieci anni, eletto nel collegio di San Salvario, durante l’ultimo mandato ha svolto la funzione di presidente della Commissione Controllo.

 

“Riorganizzare Forza Italia dal basso e coinvolgere in prima persona tutti i nostri sostenitori – scrive nel suo primo atto da neocommissario, in una lettera indirizzata ai maggiorenti del movimento - è il requisito essenziale per strutturare un partito presente sui temi di interesse locale e nazionale e capace di convincere tutte quelle persone che nell’ultimo turno elettorale hanno scelto di astenersi dal voto. Milioni di persone in Italia, decine di migliaia nella nostra Provincia che chiedono di poter essere rappresentate, nelle loro idee, nei loro progetti e nei loro legittimi interessi”. Primo compito individuare, secondo i dettami del Cav., un “Portabandiera” cui assegnare la responsabilità delle operazioni di tesseramento nella zona di sua competenza. Al termine di questa fase si celebreranno i congressi comunali, “che dovranno configurarsi come luogo di confronto e di dibattito e che ci porteranno a selezionare i dirigenti attraverso la consultazione di tutta la nostra base”.

print_icon