POLITICA & AFFARI

Privatizzazione Sitaf, Gavio accelera

Il gruppo di Tortona, attraverso Ativa, offre 70 milioni per acquisire il 18% della società attualmente detenuto da Comune e Provincia di Torino. Ma per far passare in mani private la maggioranza si deve cambiare lo statuto (e ottenere il placet della politica)

I Gavio vogliono la maggioranza di Sitaf. Ativa, controllata da Sias (holding del gruppo), presenterà un’offerta per acquisire circa il 18% detenuto dal Comune e dalla Provincia di Torino nel capitale della Sitaf, società che gestisce l’autostrada Torino-Bardonecchia e il traforo del Frejus, per circa 70 milioni di euro. L’offerta, che è vincolata al cambiamento di Statuto della Sitaf in quanto prevede che la maggioranza sia in mano a soci pubblici, è stata autorizzata oggi dal consiglio di amministrazione di Sias. Non solo, vantando una sorta di diritto di prelazione, pare che il vertice del gruppo abbia diffidato il partner pubblico dal cedere quote senza previo accordo con la parte privata (gli stessi Gavio e il loro socio Mattioda). Una mossa per certi versi attesa, destinata ad agitare il mondo della politica subalpina (e non solo).

 

Nei mesi scorsi, infatti, proprio in previsione della dismissione delle partecipazioni pubbliche tra le forze politiche e, soprattutto, nel Pd si è aperto un confronto non privo di polemiche, con al centro quel cosiddetto “partito delle autostrade” che secondo alcuni tirerebbe dietro le quinte i fili per agevolare la cessione proprio in favore dei Gavio. In ballo ci sono un bel pacchetto di milioni: attuali e futuri (con plusvalenze che lievirebbero non di poco, costringendo i Gavio a svenarsi in un secondo tempo, qualora la loro offerta non venisse accolta). Secondo una vecchia perizia, il 10,65 per cento delle azioni Sitaf in mano del Comune valgono 28 milioni, mentre quelle della Provincia, l’8,69 per cento, sono stimate 23 milioni, inferiore di una ventina di milioni rispetto alla proposta dei Gavio. Ma, ovviamente, cotanta generosità è dettata da precisi interessi, anzitutto quello di conquistare la maggioranza della società con il minor esborso possibile. In un primo tempo il Governo aveva dato il via libera alla cessione delle quote di via Milano e via Maria Vittoria all’Anas (azienda del settore avente come unico socio il Ministero delle Finanze), per permettere a Torino di vendere (e incassare), evitando il passaggio della maggioranza - e quindi del controllo - dai soci pubblici (oggi al 51,16%) a quelli privati. Un passaggio che, secondo alcuni, nasconde delle insidie e potrebbe diventare solo una tappa intermedia di un percorso che porterebbe alla cessione delle quote di Torino al Gruppo Gavio, già presente nel cda come socio privato con il 36,5% delle quote, attraverso la Holding Piemonte e Valle d’Aosta. Per questa ragione una parte del Pd, capitanata dal senatore Stefano Esposito, ha proposto che ad acquisire le quote pubbliche di Sitaf sia Finpiemonte. E proprio Esposito in queste oreafferma di voler intraprendere una battaglia per far sì che le quote di Comune e Provincia della Sitaf rimangano in mano pubblica. Nelle prossime ore scriverà una missiva al sindaco Piero Fassino alpresidente della Regione Sergio Chiamparino, al reggente della Provincia Alberto Avetta, nonché al segretario regionale del Pd Davide Gariglio per sollecitare un incontro urgente. La questione verrà posta anche nelle aule parlamentare con l'audizione del ministro Lupi e i vertici di Sitaf.

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4 Commenti

  1. avatar-4
    10:45 Sabato 08 Novembre 2014 l'osservatore la Sitaf delle nebbie

    la prelazione la si esercita sul massimo valore offerto dal libero mercato, tra cui è bene ci sia anche l'opportunità di Finpiemonte, e non impedendolo. Credo che Sitaf necessiti da sempre di trasparenza, sarebbe lunghissimo l'elenco dei fatti tra cui i vertici della stessa già condannati per reati contro l'interesse di Sitaf e ora in attesa di una sentenza d'appello che non arriva mai, aria nuova aria nuova

  2. avatar-4
    00:55 Sabato 08 Novembre 2014 marcopuglisi Una sorta di diritto di prelazione??

    Ma se così fosse non dovrebbero metterle sul mercato e solo dopo aver visto il prezzo offerto dal mercato stesso far prevalere il diritto di prelazione? O forse dietro alla cessione ci potrebbe essere qualcosa di diverso? Mi sembra che le autostrade alla sinistra in questi anni abbiamo "portato" bene!! W l'Italia

  3. avatar-4
    21:07 Venerdì 07 Novembre 2014 Antonio Ferrentino Privatizzazione sitaf

    Assolutamente d'accordo con Stefano Esposito

  4. avatar-4
    20:23 Venerdì 07 Novembre 2014 ripa Chi sa, parli.

    La trattativa e' stata fatta prima o dopo la cena con Renzi e mezzo PD?

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