Merlo cambia verso ma il Pd non lo vuole
16:27 Mercoledì 12 Novembre 2014 9L'ex parlamentare pinerolese resta fuori dopo la fuitina coi Moderati alle ultime Regionali. "Lo Statuto non permette il reintegro e poi sarebbe una scelta politica inopportuna". E intanto, a Roma, i vertici del Nazareno presentano il suo ultimo libro
Quasi per definizione girevoli, e di questi tempi aperte solo in entrata, le porte del Partito democratico restano invece sbarrate per Giorgio Merlo, già parlamentare per quattro legislature, prima nella Margherita poi nel Pd, ma con addosso la lettera scarlatta di una candidatura nei Moderati alle ultime Regionali.
Ad alzare il ponte levatoio davanti alla sede del partito pinerolese, cui Merlo si era rivolto, è stato il segretario locale Luca Barbero, ribadendo di fatto quanto già lo stesso numero uno regionale Davide Gariglio aveva spiegato all’ex deputato: “In questo momento non è opportuno”. Troppo fresca la ferita di una candidatura in una lista alleata, sì, ma comunque alternativa al Pd, l’addio repentino con una nota inviata alla fine dello scorso inverno e il trasferimento di un pacchetto di voti consistente (per la precisione 1882 anche se lo stesso Merlo ha più volte affermato che le preferenze sarebbero state molte di più se non fossero state abbinate accanto al simbolo del Pd), travasato verso la formazione di Mimmo Portas.
«Lo statuto del Pd non permette l’iscrizione di Merlo – conferma Barbero – ma al di là delle norme procedurali anche da un punto di vista politico la sua iscrizione sarebbe stata poco opportuna. Non possiamo dare il segnale che in questo partito si entra ed esce a piacimento». Una decisione, precisa Barbero, «maturata dopo un confronto con il segretario provinciale e regionale, che hanno sostenuto questa tesi». Tutti d’accordo, dunque. Per ora l’ultimo epigono di Donat-Cattin, a lungo amico e ghostwriter Franco Marini, non potrà tornare nella sua vecchia casa e anche se al telefono con lo Spiffero lui ridimensiona l’accaduto - «si tratta di aspettare qualche mese per non aggirare le norme dello statuto» - il rischio è che l’attesa sia ben più lunga.
Un altolà che certo un po’ stride con le recenti aperture di Matteo Renzi, pronto ad aprire il “suo” Partito della nazione a ogni contributo. E, soprattutto, chi glielo dice ora a Lorenzo Guerini, vice segretario nazionale del Pd che ha firmato la prefazione dell’ultimo libro di Merlo – Renzi e la classe dirigente – che verrà presentato domani all’Istituto Sturzo a Roma da eminenti dirigenti democratici come Giorgio Tonini e Stefano Fassina?



