POLITICA & GIUSTIZIA

Grattacielo, soldi alla Lega Nord

Sarebbe emerso un finanziamento illecito di 50mila euro da parte di CoopSette, capofila delle imprese assegnatarie dell'appalto, a una società sportiva legata al Carroccio che organizzava il tour ciclistico della Padania. Cota: "Il partito non c'entra"

 

Spunta l’ipotesi di un finanziamento illecito alla Lega Nord nelle indagini sulla costruzione del nuovo Palazzo della Regione Piemonte. Questa mattina la Guardia di Finanza, su mandato della Procura di Torino, ha eseguito diverse perquisizioni nelle sedi delle società che avevano vinto l’appalto. Gli investigatori stanno verificando l’ipotesi che la CoopSette, la capofila della Ati assegnataria dei lavori per la costruzione del grattacielo, abbia versato 50mila euro, poco dopo avere ricevuto la commessa (siglata il 30 maggio 2011 sotto la presidenza di Roberto Cota), a un’associazione sportiva di Bra - la “Monviso-Venezia” legata all'ex sottosegretario Michelino Davico (oggi non più della Lega, ma del gruppo Gal) - che, fra l’altro, organizzava il tour ciclistico della Padania. Soldi che, in realtà, sempre secondo gli investigatori, sarebbero finiti nelle casse del partito e per questa ragione si procede per violazione della legge del 1974 sul finanziamento ai partiti. Fondi versati per anni, su un conto domiciliato al Senato (dove appunto siede Davico), anche qunado la manifestazione non si svolgeva più da tempo. Davico (foto sotto), che è stato sottosegretario all’Interno nel governo Berlusconi ha abbandonato il Carroccio dopo il voto di fiducia al governo Letta ma da tempo era in rotta con la Lega. Il finanziamento sarebbe stato erogato pochi giorni dopo l’aggiudicazione della gara per il grattacielo. Secondo gli investigatori, la tempistica non sarebbe casuale e, inoltre, l’associazione temporanea delle sette imprese non avrebbe avuto alcuna ragione per effettuare la sponsorizzazione. Un accostamento, quello tra la società dilettantistica e il partito, respinto con forza dall'ex governatore che, anzi, diffida "chiunque dall’accostare maliziosamente interessi e comportamenti" dei dirigenti dell'associazione con quelli della Lega. Per ora c’è un unico indagato: Paolo Rosa, della Coopsette e presidente del consiglio d’amministrazione dell'Ati Torre Regione Piemonte.

 

Sugli sviluppi delle indagini sul grattacielo della Regione Piemonte, il procuratore di Torino, Armando Spataro, ha diffuso un comunicato. “Nell’ambito delle indagini sulla costruzione del nuovo Palazzo della Regione – si legge – sono emersi elementi indiziari di un’ipotesi di finanziamento illecito ad un partito politico (reato previsto dall’art. 7 L. 2.5.1974, n. 195), che sarebbe stato effettuato sotto forma di sponsorizzazione di attività sportive. Sono state eseguite nel corso della mattinata odierna, pertanto, diverse perquisizioni ad opera di personale della Guardia di Finanza di Torino-Nucleo di Polizia Tributaria, all’uopo delegato da questa Procura della Repubblica”. “Le indagini – conclude la nota del procuratore – continueranno con l’esame della documentazione rinvenuta e quant’altro reputato necessario ai fini delle successive determinazioni di questo ufficio”.

 

L’indagine - condotta dai pm Giancarlo Avenati Bassi e Stefano Demontis e dal procuratore aggiunto Andrea Beconi - ha portato al momento l’iscrizione di sei persone nel registro degli indagati, accusati di vari reati, dalla corruzione alla turbativa d’asta. La ex dirigente regionale Maria Grazia Ferreri e il marito imprenditore Ezio Enrietti (in passato presidente della Regione), già finiti sotto indagine per i lavori alla Reggia di Venaria, Paolo Rosa, il responsabile unico della procedura Luigi Robino, il direttore dei lavori Carlo Savasta (dimessosi recentemente) e Carmelo Ballacchino, geometra della Coopsette, ditta appaltatrice e che, secondo l’accusa, avrebbe operato per dare lavori in subappalto per un valore di circa 4 milioni di euro all’azienda di Enrietti. Sul grattacielo vi è pure un faro acceso dalla Procura della Corte dei Conti che contesta la lievitazione dei costi, cresciuti di quasi sette milioni di euro, a seguito della supervisione del progettista Massimiliano Fuksas, cifra che i magistrati contestano ai componenti dell’allora giunta guidata da Mercedes Bresso e ad alcuni funzionari che hanno seguito le procedure. Secondo gli inquirenti le modifiche sono state apportate senza gara e quindi avrebbero danneggiato la concorrenza e le casse della Regione Piemonte. La stessa parcella dello studio di Fuksas, quasi 19 milioni di euro, è nel mirino.

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6 Commenti

  1. avatar-4
    09:06 Mercoledì 11 Marzo 2015 Associazione Aglietta RADICALI: DOV'E' L'"OPERAZIONE TRASPARENZA" ?

    Giulio Manfredi (segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta):Sul lato penale, nulla da dire: la magistratura faccia quel che deve e vale per tutti gli indagati la presunzione di innocenza. Sul lato politico, sulla questione politica della trasparenza, tutto da dire e tutto da fare: come è possibile che il sito dedicato all’opera più impegnativa della Regione Piemonte sia bloccato al 2012 (è stato aggiornato solo il video introduttivo)? Eppure sia Sergio Chiamparino che Aldo Reschigna si erano impegnati, ormai quindici giorni fa, in Consiglio Regionale, a dare finalmente ai cittadini piemontesi tutte le informazioni utili su un grattacielo costruito con i loro soldi.Non basta pubblicare sul Bollettino Ufficiale della Regione del 5 febbraio e del 5 marzo un’infornata di provvedimenti risalenti al novembre scorso. Occorre spiegare ai cittadini i provvedimenti. Per esempio quello (D.D. 7 novembre 2014, n. 154) che autorizza la Società STRABAG di Bologna a subappaltare all’impresa CO.FI.BA. s.r.l. di Roma lo “scavo per il recupero degli ordigni bellici” e l’ “affidamento del servizio di bonifica da ordigni bellici” nella zona del grattacielo, per un totale complessivo di 50.000 euro.Non era meglio cercare i residuati bellici nella zona del grattacielo prima di iniziare a costruirlo, e non a grattacielo terminato?Per dirla in rima: al cittadino non far sapere .... che si cercano le bombe nel cantiere!Torino, 10 marzo 2015http://www.sedeunica.regione.piem

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    08:09 Mercoledì 11 Marzo 2015 ordalia2013 PICCOLO ERRORE ...

    L'indizione del bando per la costruzione del grattacielo, allora previsto nella ex area Materferro, avvenne nel 2001 sotto la giunta Ghigo. Semmai allora, se uno è onesto intellettualmente, si può dire che il grattacielo è stato voluto da tutti. Certo che un partito che nomina Bossi presidente del suo comitato di disciplina e garanzia suscita qualche legittima perplessità…. o no?

  3. avatar-4
    02:03 Mercoledì 11 Marzo 2015 moschettiere Accomodarsi

    Senza tanti giri di parole, piagnistei e altro. La realtà è palese: la dirigenza Lega del Piemonte (compresi gli amici degli amici) va azzerata. Cialtroni, incompetenti e disonesti, hanno fatto solo danni. Salvini haa dimostrato una pazienza quasi infinita... ma per fortuna anche quella è agli sgoccioli!

  4. avatar-4
    19:43 Martedì 10 Marzo 2015 tutti a Tel Aviv mia ipotesi

    siccome l'inchiesta sui rimborsi si sta sgonfiando come una bolla di sapone, soprattutto dopo aver dovuto assolvere il csx, puntano forte su altre questioni per screditare il cdx.

  5. avatar-4
    19:32 Martedì 10 Marzo 2015 silvioviale OROLOGI SVIZZERI

    Per la Lega non era la Svizzera il modello da imitare? hanno cominciato con gli orologi.

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    18:41 Martedì 10 Marzo 2015 Bandito Libero e figurarsi se non veniva colpita la Lega in questo momento storico...

    Puntuali come orologi svizzeri! Con tanto di comunicato stampa. Fatte salve tutte le valutazioni successive, rilevo 2 aspetti: 1) i "Fondi versati per anni, su un conto domiciliato al Senato (dove appunto siede Davico), anche quando la manifestazione non si svolgeva più da tempo." quindi anche quando la Lega non era più al potere: mancherebbe il nesso doloso se fosse così. 2) "l’associazione temporanea delle sette imprese non avrebbe avuto alcuna ragione per effettuare la sponsorizzazione.": ma NON C'E' MAI una valida ragione logica per le aziende private di sponsorizzare questa o quella associazione, o questo o quel partito, questo o quel candidato. Non c'è mai, apparentemente, una ragione logica: perché questo sillogismo, inneccepibile, viene usato solo quando il finanziamento viene usato per una associazione vicina alla Lega' E quando finanziano Renzi, Bresso o Chiamparino? Lì quali sono le REALI motivazioni? 3) Infine una considerazione: ma fatemi capire, il grattacielo l'ha voluto la Bresso e Soria fa nomi e cognomi e chi finisce sul banco degli imputati? La Lega! Questo sì che mi sembra degno della logica aristotelica!

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