PROFONDO ROSSO

2013, annus horribilis per il Piemonte

Dopo aver bocciato la manovra finanziaria della giunta Cota, la Corte Costituzionale dà ora ragione al ricorso delle Province di Alessandria e del Vco sul taglio dei trasferimenti. Reschigna: "Un'altra grana del passato che ricade sul governo Chiamparino"

I problemi, come gli esami, non finiscono mai. Soprattutto per la Regione Piemonte che oltre a dover fare i conti con un bilancio ridotto all’osso è costretta a fronteggiare le eredità del passato. E il 2013 può, a ragione, definirsi un anno funesto per le casse di piazza Castello. Dopo la sentenza dell’altro giorno della Corte Costituzionale con la quale ha bocciato l’assestamento deliberato dalla giunta Cota, incrementando di 2,5 miliardi il deficit dell’ente, sempre dalla Consulta arrivano altre brutte notizie. Con una sentenza emessa il 24 luglio e resa pubblica nella serata di oggi, la i giudici hanno dato ragione alle Province di Alessandria e del Vco, che si erano rivolte al Tar in seguito al pesante taglio dei trasferimenti regionali avvenuto proprio nel 2013. La Consulta, pur riconoscendo la natura politica delle scelte di bilancio, non le ha considerate totalmente insindacabili nel momento in cui venga a mancare la ragionevolezza delle scelte.

 

Una irragionevolezza dimostrata, secondo la Corte, dal taglio del 50% delle risorse rispetto all’anno precedente /da 40 a 21 milioni), senza che siano state ridotte le funzioni delegate e senza che sia stato imposto un piano di riorganizzazione dell’ente provinciale. “A questo punto aspettiamo la sentenza per vedere il da farsi”, commenta il vicepresidente e assessore al Bilancio Aldo Reschigna. “È comunque evidente che si tratta di un altro problema che dal bilancio 2013 ricade sulla amministrazione Chiamparino. Un bilancio, quello 2013, già pesantemente in deficit come dimostrato con la parifica della Corte dei Conti e con la recente sentenza della Corte costituzionale sulla gestione delle risorse del DL 35”.