Forza Italia

Al Gerbido bruciano le polemiche

Procedono i lavori del termovalorizzatore: unica ad essere in ritardo è la Provincia. Saitta cerca di mettere a tacere gli scontri interni alla maggioranza. Da definire la destinazione delle ceneri

A che punto sono i lavori per il termovalorizzatore, ovvero inceneritore, del Gerbido? La domanda è d’obbligo dopo la generosa offerta di collaborazione - un milione di euro all’anno per un quinquennio-  fatta alla città di Torino dal conte Mascetti della Cisterna, al secolo Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino. In sostanza via Maria Vittoria finanzierebbe l’estensione della raccolta differenziata nella città incrementando la quantità “inceneribile” per poter utilizzare appieno il nuovo impianto e non doverne realizzare un altro a Settimo, per non parlare di nuove discariche. Operazione, quella del Mascetti così enfatizzata sulla stampa cittadina, fatta forse in prospettiva di una campagna elettorale, ma sicuramente destinata a far cessare la dura polemica, già scoppiata all’interno della maggioranza, tra l’assessore all’Ambiente Roberto Ronco e il capogruppo del Sel, Antonio Ferrentino, ex padre nobile del movimento No tav e ora genitore di un  ”No” senza appello al secondo ipotizzato inceneritore da realizzare a Settimo.

 

Secondo una fonte certa di Trm, che non vuole essere citata, i lavori per la struttura tecnica del termovalorizzatore sono perfettamente in linea col cronoprogramma: è stato recuperato l’iniziale ritardo e a febbraio 2013 potranno essere trattati i primi rifiuti della città. Quel che è meno noto è che si sta studiando di iniziare già nell’ottobre-novembre 2012 l’operazione di avviamento con la cosiddetta “soffiatura”, impiegando della spazzatura (20-30 mila tonnellate) in luogo del gas normalmente usato nel precollaudo, ovviando in questo modo alla scarsità di discariche per Rsu.

 

Due cose restano in ritardo rispetto al cronoprogramma: la costruzione degli uffici di Trm, che però potranno all’inizio essere sistemati in baracche prefabbricate provvisorie (alla Sagat funzionano perfettamente da anni), e l’individuazione della discarica per le ceneri del termovalorizzatore o, in alternativa, di un’impresa capace di smaltirle. Questa scelta, che dipende sostanzialmente dalla Provincia e dall’Ato rifiuti, doveva essere presa entro il 30 settembre 2011. Ma proprio la Provincia, che deve fare le sue valutazioni, ha chiesto una proroga al 31 dicembre.

 

C’è da sperare che gli uffici dell’assessore Ronco per la grande struttura del Gerbido siano più flessibili e disponibili di quanto hanno dimostrato di essere per le autorizzazioni di un piccolo inceneritore per rifiuti ospedalieri che doveva essere costruito nel carcere delle Vallette. In quel caso, infatti, è stato richiesto se l’impianto era “vigilato” (domanda a dirla tutta un tantino inutile per una prigione che per sua natura dovrebbe essere sorvegliata) ed è stato imposto di produrre la planimetria completa del sistema fognario del carcere (dato assolutamente riservato). Come dire che la burocrazia talvolta può essere anche comica. Speriamo che non ci faccia ridere anche per la discarica delle ceneri del Gerbido.

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