POLITICA & GIUSTIZIA

Firme false, “responsabilità individuali” Chiamparino scarica gli imputati del Pd

Il distinguo del governatore: "Un conto è la giustizia penale, altra quella amministrativa. Io vado avanti, anche se decadessero gli otto consiglieri democratici. Altrimenti sarebbe una diserzione". Dichiarazioni che agitano (parecchio) il partito

Compagni che hanno sbagliato. O amici scriteriati, insomma, quel che è: ma del loro comportamento non va ravvisata altra colpa se non quella dei singoli. Figurarsi se hanno agito per conto o su mandato del partito, il Pd. I militanti e gli impiegati del prtito democratico che, ammettendo di aver commesso irregolarità hanno chiesto di patteggiare la pena per falso elettorale, nulla hanno a che fare con le sorti del governo regionale. “Un conto è la giustizia penale, le cui eventuali responsabilità sono individuali, un altro è la giustizia amministrativa. Sono due procedimenti distinti”. Il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, è tornato sulla questione delle firme false nelle sottoscrizioni alle liste elettorali, a margine dell’inaugurazione a Castellamonte della sede circoscrizionale del Pd. “La sentenza del Consiglio di Stato - afferma il governatore - ha ribadito la differenza di voti che c’era tra me e gli altri candidati. Nemmeno la metà dei voti presi dal sottoscritto sarebbero bastati per la vittoria di Pichetto (candidato del centrodestra, ndr) e Bono (candidato del M5s, ndr)”.

 

Quindi avanti tutta, senza ripensamenti o dubbi, anche se in uno dei tanti rivoli giudiziari di cui è composta questa vicenda delle firme false, venisse annullata la lista provinciale torinese del Pd e la conseguente elezione di otto consiglieri, tra cui il segretario regionale e capogruppo del partito Davide Gariglio, il presidente del Consiglio regionale Mario Laus, l’assessore al lavoro Gianna Pentenero, il vicepresidente dell’assemblea di Palazzo Lascaris Nino Boeti. “Anche se gli otto consiglieri venissero dichiarati decaduti, avrei comunque la maggioranza - ha dichiarato Chiamparino al Tg3 regionale -. Dimettermi sarebbe una diserzione”. Attenzione all'ammutinamento, però.

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