Fassino batte cassa: mille euro a testa
Stefano Rizzi 08:00 Mercoledì 02 Marzo 2016 2Il sindaco chiede ai parlamentari piemontesi di metter mano al portafoglio con tanto di tariffa minima, ma "se il tuo contributo vorrà essere più generoso te ne sarò particolarmente grato". L'obolo di San Piero precede quello di San Paolo (della Compagnia)
L’obolo di San Piero tocca le corde del cuore, ma non tralascia i cordoni della borsa. Che è bene si aprano generosamente. Perché il supporto morale per correre e vincere la campagna elettorale è importante, ma quello economico non è da meno. Non lo nega neppure lui, Fassino, che anteponendo un caro – fosse stato Giampiero Leo avremmo letto carisssssimo – al nome del parlamentare, scrive personalmente a ogni deputato e senatore eletto in Piemonte chiedendo “un sostegno elettorale”, “ma anche (un tocco di nostalgia per Uolter non guasta) materiale”. Mica poteva dire: fa mille euro, come fosse una cena qualunque con Renzi e la Boschi. L’accorta regia comunicativa, dopo qualche svarione tipo quello dell’incontro in automobile, ha confezionato un vero cadeau. Se poi sui volti di non pochi dei destinatari, quando lo hanno scartato aprendo la mail, si è disegnata la stessa espressione che fa una cartella di Equitalia, pazienza.
L’incipit non fa un plissé: “Si stanno avvicinando le prossime elezioni amministrative, nelle quali gli elettori saranno chiamati a votare i Sindaci - (maiuscolo, ça va sans dire) - delle principali città italiane. Tra queste Torino, che ho avuto l’onore di amministrare negli ultimi cinque anni, mettendo a disposizione della mia città passione, esperienza e impegno: per rilanciare Torino, per uscire dalla crisi, per non lasciare nessuno indietro”. Il passaggio sull’insidia a Cinque Stelle, pur attentamente non esplicitata e il voto di pancia tendente alla Lega sono racchiusi in un capoverso non scevro da quel po’ di autocelebrazione che non guasta: “Mi ripresento al voto amministrativo, con la fiducia e la convinzione che Torino in questi anni sia stata governata e i torinesi non vogliano e non meritino una proposta fatta di populismo e protesta e con la consapevolezza che il risultato elettorale di Torino avrà grande importanza per il Piemonte e per l'Italia”. E fin qui, la lettura per senatori e deputati è sbrigativa ma già suggerisce la domanda: dove vuole andare a parare? “Ti chiedo poi un attivo sostegno elettorale, convincendo amici e conoscenti residenti a Torino a votare e a sostenermi, vincendo tentazioni di passività o astensionismo”.
E vabbè. Ai tempi della Prima Repubblica, Claudio Martelli si spingeva a convincere dell’utilità di riavvicinare anche le ex fidanzate per batter loro… il voto. Che sarà mai? Non sarà. Sono mille euro. Che Fassino chiede a chi “guarda con favore alla mia candidatura”. Le campagne elettorali, si sa, costano, di soldi i partiti ne hanno sempre di meno, quando la lotta si fa dura i duri cominciano a combattere, ma ci vogliono pure le munizioni, insomma il numero dell’Iban è scritto bello grande. E grande è stato, non per pochi, lo stupore di scoprirsi destinatari della lettera-questua pur non essendo torinesi. Per non far torto a nessuno, lo staff di Fassino ha scritto a tutti i deputati Pd eletti non solo nella circoscrizione di Torino, ma anche quella – il Piemonte2 – che comprende anche le più lontane province dell’impero, e naturalmente a tutti i senatori. Nessuno escluso, compreso – per dire – uno che di found raising se ne intende, come il tesoriere nazionale Francesco Bonifazi, uno dei paracadutati nelle liste piemontesi alla Camera.
Proprio il fatto di aver compreso tra i benefattori anche parlamentari non torinesi, ha fatto tremare i polsi a più d’uno: vuoi vedere che domani scrive anche il candidato di Novara Andrea Ballarè, e magari qualche sindaco di città e paesi dove si andrà a votare. Roba da mettere il filtro spam alla voce Pd nella posta elettronica. Comunque va detto che i mille euro non sono tassativi. Nel senso che “se il tuo contributo – scrive il sindaco ai parlamentari - vorrà essere più generoso te ne sarò particolarmente grato”. E mentre qualcuno guarda a San Paolo (quello della Compagnia), l’obolo di San Piero prepara riconoscenti ex voto.


