Fiat giura: “Non chiudiamo Mirafiori”

Dopo il putiferio scatenato da Repubblica, il Lingotto costretto a smentire. Ma gli analisti indipendenti ritengono sempre più probabile la dismissione dell’impianto torinese. Incrociamo le dita

La Fiat non chiuderà alcuno stabilimento in Italia. Lo ha assicurato il ministro del Lavoro, Elsa Fornero che a Torino, a margine di un convegno dell’Associazione nazionale forense sulla previdenza, ha sottolineato: «Meno di mezz’ora fa ho ricevuto l’assicurazione personale dell’ad Fiat, Sergio Marchionne, e del presidente, John Elkann, sull’intenzione della Fiat di mantenere il piano industriale e non dismettere alcuna attività». La prospettiva della dismissione di due impianti del gruppo in Italia era stata rilanciata stamattina da Paolo Griseri sulle colonne di Affari e Finanza di Repubblica. Il quotidiano romano peraltro riportando valutazioni largamente condivise dagli esperti del settore, aveva prospettato nel prossimo futuro il sacrificio di Mirafiori e Pomigliano.


La smentita è stata ulteriormente ribadita da una nota ufficiale del Lingotto. «Non esiste alcun piano di chiusura di impianti automobilistici in Italia», dice il comunicato. Anche il sito Affaritaliani ha pubblicato una tabella da cui si desumerebbe l’esistenza di un piano di Fiat riguardante la chiusura degli stabilimenti di torinese e campano. «Tale tabella non riflette in alcun modo né i piani, né le intenzioni di Fiat», dice il vertice del gruppo, ricordando che Pomigliano produce da circa quattro mesi la Nuova Panda e che a Mirafiori si prevede la produzione di due modelli: una vettura del brand Fiat a partire da fine 2013 ed una del brand Jeep a partire dal secondo trimestre 2014.

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