PALAZZO DI CITTA'

Appendino riorganizza la macchina comunale (e premia i fedelissimi)

Quasi pronta la delibera con il nuovo assetto della burocrazia, cui sta lavorando il segretario generale Spoto. Ferrari si piega ma non si spezza, vola Virano, ridimensionato Golzio. Chi sale e chi scende tra i grand commis di Palazzo Civico

Qualcuno glielo aveva pure consigliato di evitare scossoni e lasciare che il carrozzone andasse avanti da sé; d’altronde tempo un anno e mezzo e il mandato sarà finito, chi arriverà dopo ci penserà. Invece, con l’arrivo del nuovo segretario generale Mario Spoto, Chiara Appendino ha deciso di rimettere mano alla macchina burocratica comunale per tentare un ultimo sprint, abbandonando l’incedere “col freno a mano tirato” che ha contraddistinto finora la sua amministrazione. Dai progetti di ampio respiro – leggi Open for business o la revisione del piano regolatore – all’ordinaria amministrazione: è tempo di cambiare passo.

La delibera di riorganizzazione potrebbe andare in giunta già la prossima settimana, ci stanno lavorando oltre allo stesso Spoto, il superdirettore Giuseppe Ferrari che, nonostante i guai giudiziari, ma soprattutto quegli ingenerosi apprezzamenti sulla “replicante” Appendino, catturati dalla cimice piazzata nel suo ufficio durante le indagini sull’affaire Pasquaretta, dovrebbe riuscire a evitare l’esilio in qualche circoscrizione, come qualcuno aveva suggerito alla prima cittadina. In fondo, al potente mandarino che con Piero Fassino aveva accarezzato l’idea di guidare la macchina burocratica di Palazzo Civico, manca poco alla pensione, che bisogno c’è di mortificarlo? Questo il ragionamento di chi oggi siede al piano nobile di via Milano. Anzi c’è chi, addirittura, è pronto a scommettere che Ferrari riuscirà a cadere ancora una volta in piedi, conservando la delega al Personale e ottenendo pure l’incarico di vicesegretario generale, lasciando quello di vice coordinatore generale della dirigenza. Se ciò avvenisse a rimetterci sarebbe l’attuale numero due di Spoto, Flavio Roux.

Oggi sono 12 i componenti del Codir, la cabina di regia di cui fanno parte i direttori del Comune di Torino che si riunisce periodicamente per stilare priorità e valutare criticità (tra queste la continua contrazione del personale, ridotto in quattro anni di oltre 1.400 unità). Ma chi sale e chi scende tra i mandarini di Palazzo di Città? Innanzitutto, con una delibera di tre settimane fa, la giunta ha iniziato a mettere mano ad alcune deleghe, seguendo in parte gli aggiustamenti avvenuti nella squadra della sindaca. Per esempio il passaggio del Lavoro dall’assessore Alberto Sacco alla collega Sonia Schellino, hanno portato a un trasferimento analogo a livello amministrativo con la Divisione Servizi Sociali di Monica Lo Cascio che ingloba gli uffici del Lavoro. Passa di mano anche il Servizio del progetto AxTo, dedicato alle periferie, che viene sottratto dalla Divisione Decentramento di Anna Tornoni per passare sotto la sfera della Divisione Ambiente di Claudio Lamberti. Tornoni, considerata tra le più legate all'ancien régime di centrosinistra, potrebbe perdere anche i Servizi civici, pagando in prima persona il caos alle anagrafi, mentre otterrebbe lo Sport, attualmente sotto Emilio Agagliati, il quale tra le gatte da pelare avrà quella di sostituire il dirigente della Cultura, Stefano Benedetto, il quale ha accettato un incarico di vertice all’Archivio di Stato.

Tra coloro che acquisiranno ancora maggior potere c’è sicuramente Paola Virano, direttore globetrotter del settore Commercio, che un tempo il suo assessore Alberto Sacco chiamava bonariamente “quella del Pd” per la sua vicinanza alla passata amministrazione. Col tempo, però, secondo gli spifferi sempre più abbondanti tra i vetusti infissi di via Meucci, pare abbia trovato un confortevole accomodamento anche presso i Cinquestelle al punto da ottenere il coordinamento del Tavolo tecnico per la revisione del Piano Regolatore, incarico affidatole direttamente da Appendino attraverso un decreto sindacale che avrebbe indispettito non poco chi a quel progetto in questi tre anni ci ha lavorato, ovvero i vertici dell’Urbanistica, il direttore Sandro Golzio e la dirigente Rosa Gilardi.

Stabili con outlook certamente positivo altri due grand commis che bene si sono ambientati nel nuovo corso: il nuovo direttore finanziario Paolo Lubbia e il titolare del Patrimonio Antonino Calvano. È possibile infine che venga mantenuta la triarchia degli ingegneri costituita dall’ultimo direttore generale Gianmarco Montanari. Con il raggiungimento della pensione da parte di Sergio Brero è stato promosso al vertice dei Servizi Tecnici Eugenio Barbirato, mentre restano al loro posto Roberto Bertasio (Infrastrutture) e Lamberti (Ambiente).

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