VERSO IL 2021

"Buon candidato ma è della Lega",
Fratelli d'Italia stoppa Damilano

Prime frenate sulla designazione dell'imprenditore. "La decisione su Torino avverrà al tavolo nazionale" dice Comba, luogotenente della Meloni in Piemonte. E comunque bisognerà attendere le regionali e i nuovi rapporti di forza che determineranno le urne

Calma e gesso. La Lega accelera per individuare il prossimo candidato a sindaco di Torino? E Fratelli d’Italia pigia il piede sul freno. Paolo Damilano è il nome su cui Matteo Salvini ha deciso di puntare per espugnare il capoluogo piemontese ma l’altro grande azionista della coalizione, per il momento, si guarda bene dal dare il via libera all’imprenditore del food and beverage e presidente di Film Commission. “C’è un tavolo nazionale che si sta occupando della questione e mi pare che in quella sede la Lega abbia già rivendicato per sé Roma e Milano” fa notare Fabrizio Comba, luogotenente di Giorgia Meloni in terra subalpina, che mette in guardia: “Salvini non è l'asso pigliatutto”. Nessun veto, per carità, in fondo “Damilano è un buon nome” e poi a poco più di un paio di settimane dalle elezioni del 20 e 21 settembre, con la maggioranza di governo in fibrillazione sul referendum e i brividi che dà al Pd la sola idea di perdere la Toscana, mettersi a litigare adesso sarebbe da sciocchi e nessuno vuole aprire il fronte con così largo anticipo. Ma che succederà in autunno dopo le urne?

Gli elettori, infatti, potrebbero disegnare uno scenario ben diverso da quello attuale, con rapporti di forza, se non capovolti, certamente riequilibrati a vantaggio di FdI. Un risultato a due cifre alle regionali e i possibili successi dei candidati meloniani nelle Marche e in Puglia potrebbero alzare le pretese di quello che oggi è il secondo partito del centrodestra, seppur in costante ascesa nelle rilevazioni demoscopiche. E Torino potrebbe diventare pesante merce di scambio anche perché la città è tutt’altro che inespugnabile e quindi ancor più appetibile. Insomma, come spesso accade, le dinamiche locali s’intrecciano con quelle nazionali e pur non essendoci da parte di Fratelli d’Italia nessuna preclusione nei confronti di Damilano c’è chi tiene a precisare che “a oggi, per quanto civico, è un candidato espresso dalla Lega”. A buon intenditor…

Gli eredi della Fiamma, dal canto loro, hanno nella manica almeno un paio di assi da poter sfoderare nella mano decisiva di quella che presto assumerà i connotati di una partita di poker con tanto di bluff e rilanci. Il primo risponde al nome del prefetto Filippo Dispenza, che in passato fu questore di Alessandria, l’altro è quello della professoressa Franca Fagioli, direttore del reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’ospedale Regina Margherita, quest’ultima molto gradita dal governatore Alberto Cirio. Sondati informalmente nessuno dei due ha per ora ceduto alle lusinghe della politica, ma allo stesso tempo si sono ben guardati dall’esprimere pubblicamente un diniego. Restano lì, alla finestra, perché a sfilarsi, in fondo, si fa sempre in tempo.

Foto di apertura: ritratto di Amedeo M. Turello esposto alla mostra per i 40 Anni della Dante Alighieri del Principato di Monaco

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