POLITICA AL VERDE

Maroni: da Torino la nuova Lega

Si è chiusa al Lingotto la prima giornata degli Stati Generali del Carroccio. Il leader punta a un patto con gli imprenditori del Nord. E domani offre la colazione, anche allo Spiffero

Una Lega Nord più aperta, dialogica, disponibile al confronto, persino più normale. Smesso l’elmo con le corna e indossata la grisaglia la strategia politica del Carroccio è stata delineata al termine della prima giornata di lavori degli “Stati Generali del Nord” da Roberto Maroni, il nuovo conducator del popolo che fu padano e che guarda oggi a una dimensione federalista sul modello della Baviera, cercando di ripercorrere le orme della Cdu. Un new deal che cerca nel confronto con le realtà produttive il proprio fondamento. Non a caso la due giorni si svolge al Lingotto di Torino, luogo simbolo della produttività nordista.

 

«La funzione della Lega è tutt’altro che esaurita, comincia la nostra rivoluzione». La parola d’ordine è rinnovamento e al termine della prima giornata di lavori a confronto con gli imprenditori del settentrione, il segretario lancia una stoccata al premier: «un Monti-bis senza elezioni è una ipotesi sciagurata. Se vuole candidarsi, si presenta, vince e crea una maggioranza. Così va bene, purché sia questa la procedura. Altrimenti, se si utilizzano il vento dell'antipolitica o la magistratura per imporre una scelta dall'alto, non c'è più democrazia. Temo che arriveranno tempi duri».

 

Secondo l’ex Guardasigilli, «il futuro passa da Nord e vuol dire onestà, rispetto e voglia di fare. Questa è la Lega che voglio». Insieme a rinnovamento, le altre parole chiave sono onestà e trasparenza. Il caso Lazio è tema di stretta attualità, ma oggi, proprio a Torino, la Guardia di Finanza ha bussato alla porta dei gruppi del Consiglio regionale del Piemonte per acquisire documenti sul finanziamento dei gruppi consiliari e sullo status dei consiglieri. «È un'indagine conoscitiva – commenta - , ben venga se servirà a certificare che non ci sono stati abusi. Il rischio è che si faccia una generalizzazione, che la classe politica vada annientata e che la selezione di chi ci governa in base alle elezioni debba essere cambiata. Questo fa sì che si mettano ministri, presidenti, governatori dall’alto e non dal basso. Si tornerebbe al tempo del podestà».

 

Il segretario non rinnega nulla del passato della Lega - «è una storia di cui vado fiero, pur con alti e bassi» -, non vede malesseri nel partito - «non mi risulta, non è vero, non l’ho letto» -, poi plaude alla svolta del movimento. «Bisogna capire che a un certo punto bisogna rinnovare, trovare nuove parole d’ordine perché il mondo cambia. Venti anni fa eravamo il nuovo: ora lo sono altri. Abbiamo vissuto un momento difficile ma abbiamo avuto la forza di prenderne atto e fare una svolta vera. Nessun altro partito l’ha fatto. Ora i militanti riprendono vigore, in sondaggi sono in crescita e soprattutto nel Nord c’è potenziale di consenso che è enorme».

 

Gli Stati generali del Nord tengono a battesimo la fase due del Carroccio e segnano in modo visibile due differenze rispetto al passato: l’abbandono dei riti bossiani più folcloristici, a cominciare da quello dell’ampolla, liturgia celebrata per anni proprio a settembre a piedi del Monviso, e l'apertura di un dialogo con un mondo imprenditoriale che non è più soltanto leghista. E in questa cornice si aspettano domani il ministro Corrado Passera, i leader di Confindustria Giorgio Squinzi, della Cisl Raffaele Bonanni, dell’Acri Giuseppe Guzzetti (che curiosamente sarà presente anche ad una manifestazione torinese che fa un po’ da contraltare a quella padana: “A Torino con il sud”, promossa dalla ciellina Compagnia delle opere).

La Lega insomma cerca nuovi stimoli - non più circoscritti al suo interno - che l’aiutino a mantenere la presa sul Nord e il collegamento con il mondo produttivo. E per far questo si è avvalsa della collaborazione di Ernst & Young, tra le primarie società di consulenza al mondo. E così la prima giornata ha previsto sei gruppi di lavoro misti che hanno coinvolto un centinaio di imprenditori, leghisti e non. Una prima giornata che servirà al segretario Maroni per mettere a punto il manifesto che illustrerà domani.

Attorno agli Stati generali, pochi metri più in la, all’Oval si svolge la Festa della Lega Nord Piemont, che verrà chiusa domenica sera dal segretario Roberto Cota e da Umberto Bossi. Ma domani mattina il leader ha previsto un’insolita iniziativa: offrirà la colazione, a chi c’è, alle 7,30 del mattino, «perché - sostiene - il nord si sveglia prima». Noi ci saremo.

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