VALSUSA INQUIETA

Occupy Pd, No Tav alle primarie?

In un carteggio tra gli aderenti al movimento una suggestione per cercare di far deragliare il partito. Se l'operazione fallisse i "ribelli" democratici potrebbero puntare su Laura Puppato

CANDIDATO? Sandro Plano

Restare nel Pd per condizionarlo dal di dentro. Questa è stata la linea politica che fin dall’inizio hanno assunto i dirigenti democratici della Valsusa contrari all’alta velocità. Il presidente della Comunità Montana Sandro Plano, l’ex sindaco di Avigliana Carla Mattioli, con gran parte della sua vecchia giunta, e poi tutti quegli amministratori valsusini che nonostante l’ostracismo manifesto proveniente da Torino non abbandonano la nave in attesa di poterne influenzare la rotta. Una scelta politica precisa che si conferma anche dagli ultimi carteggi telematici avvenuti tra alcuni leader del movimento No Tav.

 

Forse è solo una velleitaria suggestione, ma intanto c’è chi sta riflettendo seriamente sulla possibilità di candidare “uno di loro” alle primarie del Pd. I nomi sono proprio quelli di Plano - che alla festicciola del Pd torinese fece di tutto per farsi immortalare dai fotografi al fianco di Pier Luigi Bersani - e Mattioli. Riccardo Goghero scrive addirittura di aver “informalmente parlato con Carla Mattioli. Mi ha detto “magari, ma dove li trovo i soldi per la campagna?”. L’assessore di Sant’Ambrogio Mauro Galliano – assurto agli onori delle cronache quando in occasione degli scontri del febbraio scorso resistette pacificamente di fronte alle forze dell’ordine teorizzando la lotta dello “stato contro lo stato” – ha già inviato a tutti un sunto del regolamento delle primarie. C’è chi nella discussione si spinge a dire che “in molti non stanno aspettando altro”. E certo se l’operazione riuscisse sarebbe già di per sé un successo e se poi il risultato fosse anche rilevante potrebbe rappresentare l’ultima spallata a un Pd già sull’orlo di una crisi di nervi per le divisioni interne in vista della consultazione pre elettorale.

 

Al momento sono poco più che congetture: con ogni probabilità, l’assemblea del 6 ottobre varerà regole stringenti per la partecipazione alle primarie e gli alti dirigenti nazionali faranno di tutto per evitare di legittimare ulteriormente un movimento che in più occasioni ha mostrato tutti i propri limiti nell’isolare i violenti e portare avanti pacificamente le proprie istanze, tanto che si parla di 500 indagati da quando sono iniziate le violenze in valle. Ma ci sarebbe già un piano B. Se, come appare molto probabile, il tentativo di candidare un No Tav alle prossime primarie dovesse naufragare, esponenti politici interni al movimento scommetterebbero sul sostegno della valle a Laura Puppato, consigliera regionale in Veneto che ha definito la Valle di Susa e il movimento No Tav come “nuova coscienza politica”, luoghi dove sarebbe maturata una ‘intelligenza delle cose’ che il Pd deve valorizzare per costruire un Paese “dolce ed equilibrato”, tanto da ricevere il giorno successivo la dura reprimenda, pubblicata sull’Unità, del parlamentare ultras della Torino-Lione Stefano Esposito.

print_icon