EX CONTINASSA

Juve, l’autogol della giunta  Fassino

Sulla cittadella della squadra bianconera la maggioranza va in pezzi e l'Idv rischia di far le valigie. Curti nel mirino per aver "dimenticato" di inserire in delibera il raddoppio della cubatura destinata a residenziale. Lo Russo (Pd) chiede una nuova perizia

«Non è accettabile che la variazione da 6mila a 12mila metri quadrati di cubatura destinata a edilizia residenziale non porti a un incremento del valore economico di quell’area». Finisce così, con la dichiarazione del capogruppo Pd Stefano Lo Russo, il primo tempo della sfida tra Consiglio comunale di Torino e la Juventus. La delibera con la variante per la riqualificazione dell’area ex Continassa che prevede la realizzazione della cittadella bianconera viene, come si dice in gergo, "liberata" per l’aula e domani approda in Sala Rossa per l’approvazione. Gli unici a opporsi sono stati il democratico Domenico Mangone (foto sotto), il quale ha più volte chiesto di poter approfondire alcuni elementi contenuti nel provvedimento, e Giuseppe Sbriglio (Idv), che sin dall’inizio ha manifestato le proprie perplessità rispetto al progetto, al punto da rischiare di finire, dopo l’ennesimo duro scontro con Lo Russo, fuori dalla maggioranza di centrosinistra. Sono loro la vera opposizione: il Pdl non partecipa al voto, la Lega Nord si pronuncia addirittura a favore del via libera per l’aula.

 

MAGIA JUVE, LE CASE RADDOPPIANO - La maggioranza è entrata in fibrillazione ieri, quando si è accorta - grazie alle anticipazioni dello Spiffero - che le carte in tavola erano cambiate. L’area adibita a residenziale era raddoppiata - da 6mila a 12mila mq -, i nuovi abitanti di quel complesso passavano da 176 a 353: il tutto senza che il Comune ci guadagnasse un centesimo in più, l’importo restava fissato a 10,5 milioni. Un colpo di mano che era stato presentato in modo vago in commissione e mai riportato nella delibera ufficiale, almeno prima di ieri, quando il provvedimento diventa anche più voluminoso per via degli emendamenti della giunta: si passa da 7 a 11 pagine. Qualcuno già se ne era accorto: tra questi la consigliera del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino che aveva chiesto all’assessore all’Urbanistica Ilda Curti il perché del raddoppio di cubatura «ma senza ottenere risposte in merito».  Non è finita: appare quantomeno curioso che mentre i consiglieri comunali di Torino discutevano il progetto sulla base di una delibera superata e in gran parte incompleta, Palazzo Civico sottoponesse il nuovo provvedimento alla Circoscrizione V, per ottenerne il previsto parere. In commissione anche l’architetto Alberto Rolla, progettista dell’intervento e colui che già aveva realizzato lo Juventus Stadium, ma soprattutto personalità organica al milieu politico della gauche cittadina al punto che la figlia è comparsa nei manifesti a sostegno della campagna elettorale di Piero Fassino e che più d’una volta si è vantato di essere stato il sensale, favorendo la liaison del sindaco con Anna Serafini, diventata poi sua moglie. L'intervento è articolato in due porzioni: l’una posta a sud di circa 81.600 mq, interamente destinata a verde e servizi pubblici, l’altra posta a nord (180.000 mq) che include il complesso storico della Continassa, in cui è previsto il trasferimento della sede della società.

 

TUTTI I PASSAGGI - L’iter indicato da Lo Russo (foto sotto) è quello di procedere spediti all’adozione della delibera prevista per domani, 8 novembre in Sala Rossa, e, successivamente, ottenere da un soggetto terzo una perizia che stabilisca il valore reale di quell’area a seguito delle modifiche apportate: ovviamente, a partire dal raddoppio della cubatura destinata a residenziale. Sulla base di tali risultati sarà possibile approvare entro trenta giorni la variante e successivamente il nuovo protocollo di intesa tra Città e Juventus, in cui gli oneri a carico del club saranno destinati ad aumentare.

 

ARENA ROCK - Nel suo intervento, il capogruppo democratico si è soffermato, inoltre, sulla questione Arena Rock, laddove per iniziativa di Sbriglio, quando era assessore allo Sport, è stata assegnata un’area per costruire una pista per go-kart gestita da Expo Rent: «Non vedo perché tra le priorità della nostra città dovrebbe esserci la ricollocazione di un kartodromo, tanto più che non mi risulta che l’iter amministrativo della concessione si sia concluso». E anche qui si è registrata una faglia rispetto a quanto riportato dalla delibera di giunta in cui su quello spazio si legge di un “rapporto concessionario pregresso che dovrà essere risolto consensualmente, valutando investimenti ed eventuale ricollocazione dell’impianto in altra area idonea”. Tanto più che “il privato si è dichiarato disponibile a procedere in questa direzione”. Una versione confermata anche dalla società Expo Rent, che però parla solo di alcuni «colloqui informali». Ovviamente senza contare che, dove si realizzerà l’intervento della Juventus, ci sono anche il PalaTorino, gestito dal gruppo Togni e i giostrai. 

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