CALCIO ALLA POLITICA

Juve, centrosinistra nel pallone

Il Comune di Torino adotterà la variante per la realizzazione della cittadella bianconera nell'area della Continassa. Ma dietro l'inciucione tra Pd, Pdl e Lega la fronda di cinque "dissidenti" e l'opposizione dei grillini

SALA ROSSA bianconera

Un tempo era Sergio Chiamparino, il sindaco granata che aveva posto le basi per la rinascita del Filadelfia. Ma con l'avvicendamento al piano nobile di Palazzo Civico e l'approdo del bianconero Piero Fassino anche la curva, pardon, l'aula ha cambiato colore: a quanto pare, ormai, tifano tutti  per la Juventus. Salvo colpi di scena dell’ultima ora, la Sala Rossa adotterà oggi la delibera con la variante urbanistica prevista nell’area denominata Continassa, compiendo il primo passo politico-amministrativo per la realizzazione della cittadella bianconera accanto allo Juventus Stadium.

 

Non che manchino le perplessità nei confronti di uno dei provvedimenti più discussi della giunta guidata da Fassino, capaci di spaccare il centrosinistra tanto che cinque della maggioranza hanno annunciato ufficialmente o ufficiosamente di non voler votare la delibera: i democratici Domenico Mangone, Guido Alunno, Marco Muzzarelli e Domenica Genisio oltre al capogruppo dipietrista Giuseppe Sbriglio. «Se c’è un grande guadagno di valore dovuto a decisioni pubbliche, di questo guadagno deve beneficiare innanzitutto i cittadini» ha affermato in queste ore il senatore Pd Roberto Della Seta, segno che anche lontano da Palazzo di Città l’atteggiamento prono nei confronti della Juventus non è troppo apprezzato. Insomma è il fuoco amico a colpire da giorni il sindaco e il suo assessore Ilda Curti per un provvedimento che ha vissuto un parto travagliato, non privo di qualche aspetto ancora da chiarire, come quel raddoppio di cubatura residenziale proposto dal club di Andrea Agnelli e adottato senza colpo ferire dall’amministrazione, dimenticando di adattare il prezzo degli oneri edificatori, rimasto invariato a 10,5 milioni. Finché qualcuno se n’è accorto.

 

Ma se la maggioranza litiga e rischia di non avere i numeri nell’assemblea cittadina, il sindaco ancora una volta potrà contare sulla stampella sicura fornita da Pdl e Lega, o almeno da una parte di essi. Giovedì, in Consiglio, i capigruppo Andrea Tronzano e Fabrizio Ricca hanno annunciato il loro voto favorevole alla delibera, abdicando alla possibilità di infierire su un centrosinistra che sul tema si lacera da settimane. Ancora una volta a fare opposizione rimarranno i consiglieri del Movimento 5 Stelle, Vittorio Bertola e Chiara Appendino, ma anche tra i berlusconiani l’accondiscendenza di Tronzano è parecchio invisa e non mancano i distinguo. Angelo D’Amico, per esempio, la scorsa settimana ha bloccato il provvedimento in Sala Rossa con una raffica di emendamenti, mentre Maurizio Marrone ha addirittura proposto una mozione di sfiducia contro l’assessore all’Urbanistica Curti, rea di aver letteralmente toppato al primo vero test da quando ha assunto tali deleghe: “E se ci sarà il voto segreto non sono escluse delle sorprese” rivela un consigliere Pd. Restano, tuttavia, posizioni isolate: ancora una volta il numero uno azzurro in aula sceglie la linea soft, come già fatto quando l’amministrazione ha messo in vendita i suoi asset strategici, da Trm ad Amiat, da Gtt a Sagat: in quel caso propense per una scelta low profile come l’astensione, ma questa volta voterà “sì”.

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