FINE CORSA

Italia dei Valori, è tutti contro tutti

Porcino "al momento" non va con i Moderati, ma certo non resterà "con quanti operano per delegittimare i propri compagni di partito". E in Provincia di Torino i consiglieri se la prendono coi loro assessori. Si salvi chi può

Ormai il clima nell’Italia dei Valori è di tutti contro tutti, in un malcelato si salvi chi può, che da Roma si protrae fino in Piemonte, a poche ore di distanza dalla scissione proclamata dai parlamentari Massimo Donadi e Nello Formisano. In Provincia di Torino, a poco più di un mese dall’azzeramento della giunta, sancita per decreto dal Governo, il gruppo consiliare dipietrista s'inventa una mozione che impegna il presidente Saitta a «una immediata e significativa riduzione» degli assessori, «accorpando le deleghe, coerentemente con le mutate disponibilità di bilancio e alle residuali competenze dell’Ente provinciale». Un gesto che, per la sua inutilità pratica (come detto, a meno di sorprese in Parlamento le giunte stanno per decadere) rappresenta un atto di ostilità nei confronti del vice presidente di Palazzo Cisterna Gianfranco Porqueddu e dell’assessore al Bilancio Marco D’Acri, con i quali i rapporti non sono mai stati troppo cordiali.

 

E se in via Maria Vittoria a scontrarsi sono le seconde linee, da Roma il deputato Gaetano Porcino conferma tutti i propri tramestii all’interno di un partito che in Piemonte è ormai sgangherato e senza guida, vista la debolezza politica di Luigi Cursio, da tempo ormai un segretario sotto tutela. «Nonostante l’amicizia che mi lega al leader dei Moderati Mimmo Portas al momento non è quella la strada che intendo intraprendere - afferma Porcino, in riferimento alle indiscrezioni pubblicate stamani dallo Spiffero. Poi aggiunge -: nel partito piemontese non ci sono i margini di riconciliazione con quanti operano sistematicamente per delegittimare e infangare i compagni di partito». E chiosa citando solennemente un passo del Vangelo secondo Matteo: «Allontanatevi da me operatori di iniquità!». Il riferimento è chiaramente alla coppia formata dal capogruppo in Regione Piemonte Andrea Buquicchio (foto) e la senatrice Patrizia Bugnano, i quali sembrano aver perso anche il contatto con i loro fedelissimi. Insomma, nulla sarà più come prima e le fratture, per usare un termine medico certamente apprezzato dai tanti operatori del settore nella famiglia dipietrista, è ormai scomposta. Ognuno per la sua strada.

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