ADDIO DON TONINO

Idv, stracotto con Porcino

Il deputato torinese aderisce alla nuova formazione dell'ex capogruppo a Montecitorio Donadi. Si chiama "Diritti e Libertà" e cincischia con il Pd. La scissione fa pochi proseliti. Oggi Di Pietro a Torino per spiegare la sua svolta

La rottura definitiva risale, secondo quanto riporta Gaetano Porcino, all’ultima riunione dell’intergruppo in Parlamento, quando Leoluca Orlando, a nome di Antonio Di Pietro, avrebbe prospettato una Italia dei Valori in versione movimentista, alla sinistra del Pd. «A quel punto ho deciso di lasciare il partito per rientrare in un progetto che ci veda coinvolti organicamente nel centrosinistra» afferma il deputato torinese, che ieri ha rassegnato le dimissioni dall’Idv, assieme a Giovanni Paladini e al senatore Stefano Pedica.

 

Una decisione che secondo molti quadri e dirigenti del partito “ormai era nell’aria”, nonostante gli infiniti attestati di fedeltà che fino a pochi giorni fa Porcino inviava a mezzo stampa all’ex pm. Ancora ieri, attraverso una nota ufficiale, affermava: «Penso di poter dire pubblicamente, che mi sento onorato di averlo conosciuto e frequentato, e ritengo di potergli manifestare, dal punto di vista umano, la mia stima, gratitudine e riconoscenza». E proprio mentre Porcino manifestava la propria riconoscenza al leader dell’Idv, l’ex capogruppo a Montecitorio Massimo Donadi annunciava la presentazione del nuovo soggetto politico al quale aderisce anche il parlamentare torinese: la scritta "Diritti e libertà" su sfondo arancione (colore che connoterebbe, secondo i promotori, la società civile) e il tricolore. L’operazione è studiata con il Pd per riportare stabilmente quell’esperienza nell'alveo del centrosinistra, non è ancora chiaro se come lista autonoma o "ospite" della casa madre.

 

Il tutto nel giorno in cui Di Pietro approda a Torino per incontrare gli amministratori di un partito allo sbando. Il confronto è previsto questa sera all’hotel Royal di corso Regina Margherita, dove tutti o quasi i dirigenti piemontesi chiederanno lumi sulle prospettive e su questa nuova ipotesi movimentista. Nei giorni scorsi il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha annunciato il lancio del cosiddetto movimento arancione che si terrà il 12 dicembre (tre giorni prima dell’assemblea degli iscritti dell’Idv): con lui l’europarlamentare Sonia Alfano, l’attore antimafia e consigliere regionale lombardo Giulio Cavalli (che si dimise dal partito di Di Pietro per aderire a Sel quando il nome di Porcino iniziò a emergere dalle indagini legate all’operazione Minotauro), il sindaco di Bari Michele Emiliano e forse anche il primo cittadino di Cagliari Massimo Zedda e il democratico ex rottamatore Pippo Civati. In quell’occasione ha recapitato un messaggio al numero uno dell’Italia dei Valori chiedendogli di traghettare la sua creatura in questa nuova formazione politica che potrebbe vedere anche il coinvolgimento dello stesso Nichi Vendola. E’ questa probabilmente la deriva movimentista cui fa riferimento Porcino.

 

Il partito in Piemonte è in fibrillazione e certo l’uscita dell’unico deputato rimasto in regione – Renato Cambursano aveva già a suo tempo fatto le valigie – non ha mancato di lasciare qualche strascico. Chi seguirà Porcino fuori dall’Idv? Lui con Lo Spiffero definisce “rovente” il suo cellulare durante tutta la giornata di ieri. «Non ho fatto opere di proselitismo anche perché c’è chi con il proprio incarico in qualche amministrazione ci fa campare una famiglia» afferma mentre si trova a cena con un altro parlamentare cui si sente legato «da un rapporto di amicizia cementato in anni di impegno comune», Gabriele Cimadoro, cognato di Di Pietro, che ha scelto di non abbandonare la barca.

 

A quanto pare, per ora, Porcino non ha grande seguito: è dato in uscita il vice sindaco di Collegno, Francesco Zurlo e forse anche il consigliere provinciale di Torino Gerardo Mancuso, oltre naturalmente al consigliere comunale del capoluogo Giovanni Porcino, figlio del parlamentare, che peraltro non fa neanche parte del gruppo dopo i dissidi con il compagno di banco Giuseppe Sbriglio, che poi si oppose al suo reintegro. Pochi altri. «Per il momento resto nell’Idv» afferma allo Spiffero la coordinatrice provinciale e assessore a Palazzo di Città Mariacristina Spinosa che prenderà parte all’incontro di oggi con il leader nazionale, mentre il segretario – ormai senza tutela – del Piemonte Luigi Cursio non ha prodotto neanche una riga per spiegare la sua posizione. Entrambi si reggevano grazie alle tessere di Porcino e ora rischiano di rimanere isolati in un partito che potrebbe presto tornare nelle mani del capogruppo a Palazzo Lascaris Andrea Buquicchio.

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