DEMOCRAZIA A 5 STELLE

Grillini, ultimi voti tra le proteste

La base del Movimento in fermento. Molti candidati alle Parlamentarie sono "impresentabili" e c'è già qualche defezione. Anche tra i militanti storici il malcontento è sempre più palese: "Nessuna democrazia, Grillo e Casaleggio hanno fallito"

Ultimo giorno per votare alle Parlamentarie, la consultazione interna dei grillini per individuare coloro che rappresenteranno il Movimento a Montecitorio e Palazzo Madama. Alle 20 di oggi si chiuderanno i seggi virtuali allestiti da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio e al termine dell’elaborazione dati verrà redatta la lista a 5 Stelle pronta per le elezioni Politiche. Certo non sono mancate le polemiche: più che un’arena politica a qualcuno è sembrato di essere alla Corrida, e in Piemonte, come nel resto dell’Italia, la dialettica interna ha raggiunto picchi altissimi. Se persino il capogruppo al Comune di Torino Vittorio Bertola ammette che “una buona metà dei video dei nostri candidati sono talmente impresentabili da spingere chi li vede a votare PD...”, come riporta in un post su Facebook, allora effettivamente qualche falla nel metodo di selezione c’è stata. A partire dalla rappresentanza: la lista per il Piemonte 1, per esempio, contiene 61 candidati di cui solo 11 donne.

 

Ma il malcontento va al di là della critica agli effetti di tale selezione, che prevede la possibilità di candidarsi ai soli “trombati” delle elezioni precedenti: chi già era in lista negli anni passati può tornare a candidarsi, gli altri no. Il modo migliore secondo lo Staff – organismo avvolto da un’aura di mistero, spesso invocato senza che nessuno degli attivisti sappia effettivamente da chi sia formato – per evitare gli avventurieri dell’ultimo minuto pronti a salire sul carro del vincitore. Un meccanismo che ha provocato una marea di esclusi anche tra i militanti della prima ora come Giorgio Bertola, fuori dalle liste perché mai candidato prima. Ed è proprio lui uno dei più delusi da questo processo: “Tra i candidati di Torino spunta fuori gente sparita da un bel po’ ed un tizio che due anni fa insieme ad altre persone creò un sacco di casini per le comunali di Torino, chi c'era si ricorda” scrive senza pubblicare nomi.

 

 

Circa 1500 in tutta Italia i candidati, forse 100mila gli elettori. Forse, perché anche questo dato non è stato reso pubblico: solo lo Staff gestisce la piattaforma informatica attraverso la quale gli attivisti si iscrivono, vengono certificati e a quel punto godono del diritto di voto. Non mancano le eccezioni, come quella del consigliere regionale Fabrizio Biolè, che dopo essere stato diffidato dall’uso del simbolo ha perso anche lo status di iscritto. Un sistema, quello architettato dai vertici del Movimento che ha manifestato non poche pecche, soprattutto tecniche, al punto che le caselle di posta elettronica e le bacheche Facebook di alcuni grillini di spicco sono state prese d’assalto da militanti che non riuscivano ad accedere al software per votare.

 

 

E intanto già si registrano le prime defezioni: “ho deciso di ritirare la mia candidatura, anche se naturalmente dal punto di vista informatico la cosa è impossibile (non l’hanno previsto...)” scrive Davide Gionco, di Losanna, candidato per il collegio internazionale. E poi prosegue: “Ho preso questa decisione sia perché negli ultimi giorni mi è stato posta come condizione il riconoscere il capo politico, che io invece non riconosco come capo. E poi perché mi trovo a dovere scegliere fra decine di candidati che non conosco, avendo solo poche ore per leggere il loro CV, e solo durante le ore di votazione (che coincidono con le ore di lavoro, o quasi)”. Fabio Castellucci non ha dubbi su chi siano i colpevoli: “In questi quattro anni Grillo e Casaleggio non hanno fatto nulla per la democrazia interna e la partecipazione dal basso a livello nazionale. Al contrario hanno calato regole e norme dall’alto, senza consultarsi con nessuno”. Alessandro Bra arriva addirittura a recitarne l’elogio funebre: “Il M5S politicamente è già morto non avendo saputo gestire la domanda di democrazia interna. Metteranno in parlamento una armata brancaleone (quando va bene perché quando va male saranno politici infiltrati e riciclati come è avvenuto ed avverrà a Genova) che costituirà l'opposizione meno capace della storia del nostro paese”.

 

E mentre la base si interroga sulla democrazia interna di un soggetto politico in cui le regole del gioco le stabiliscono sempre gli altri – nella fattispecie lo Staff – i big non perdono occasione per dirsele di santa ragione in un quadro che vede Davide Bono in qualità di attendente indiscusso di Grillo in Piemonte e Vittorio Bertola, suo alter ego, piuttosto isolato e spesso preso di mira dai tanti fedelissimi dell’ex candidato alla presidenza della Regione. Nel mezzo Chiara Appendino, consigliera comunale a Torino e fustigatrice della giunta Fassino, tanto da meritare dallo stesso sindaco l’appellativo di Giovanna D’Arco. Sempre lontana dalle beghe di cortile è tra le più apprezzate dai militanti. La lista che si formerà dopo le Parlamentarie restituirà un quadro fedele sui rapporti di forza interni al movimento in Piemonte.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    11:14 Giovedì 06 Dicembre 2012 nelbeneenelmale Simpatie

    Delle parlamentarie apprezzo le intenzioni, anche perchè gli altri partiti ora si trovano a dover rincorrere e non è detto che riescano ad organizzarsi. Le modalità di svolgimento però hanno parecchie falle, almeno sembrerebbe. Di questo scritto, invece, apprezzo in particolar modo le ultime 4 righe.

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