NODO PRIVATIZZAZIONI

Gtt: offerta al massimo ribasso

Dopo lo smacco su Sagat e lo “sconto” per Trm-Amiat, Trenitalia offre solo 70 milioni di euro per il 49% dell’azienda di trasporti locali. E ora per Fassino si fa davvero dura recuperare i 300 milioni necessari a rientrare nel patto di stabilità

Un pugno di milioni: per l’esattezza settanta. È questa l’offerta pervenuta da Trenitalia, dopo aver divorziato da Trenord, per acquisire il 49% di Gtt, l’azienda di trasporti del Comune di Torino. La base d’asta formulata da Palazzo Civico era di 112,7 milioni e lunedì, alla scadenza dei termini, tutto lasciava intendere che su quella cifra si fosse attestata la proposta economica del gruppo ferroviario. Al massimo, il rischio ventilato era nella minaccia di un ricorso da parte di Arriva-Deutsche Bahn, il gruppo anglo-tedesco che si era ritirato dalla corsa, adducendo vizi procedurali: il Comune avrebbe cambiato le carte in tavola.

 

Ora spetta alla commissione e al vertice dell’amministrazione comunale stabilire se accettare o meno l’offerta, di gran lunga inferiore alle aspettative. E poiché il sindaco Piero Fassino deve reperire entro la fine dell’anno circa 300 milioni per rientrare nel patto di stabilità – ed evitare il commissariamento del Comune – la doccia fredda rischia di procurare una polmonite. Al momento può contare solo sui 155 milioni di Iren-F2i per la cessione dell’inceneritore del Gerbido (126 milioni) e del 49% di Amiat (29 milioni).  Una lotta sempre più disperata contro il tempo.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    23:34 Mercoledì 12 Dicembre 2012 luisa SVENDITE

    spero che la guardia di finanza indaghi su queste svendite da parte del comune. C'è qualcosa sotto.....

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