CENTRODESTRA NEL CAOS

Fratelli (coltelli) per un posto in lista

La nuova formazione di Crosetto corteggia l'assessore regionale Porchietto per il ruolo di capolista. Ma i sondaggi sono parecchio deludenti. Nel Pdl candidatura blindata per le berlusconiane Rizzotti e Repetti. Troppi aspiranti

Mentre Agostino Ghiglia e il grosso della componente ex aennina piemontese frena, i “Fratelli d’Italia” fanno breccia nella casamatta pidiellina e corteggiano Claudia Porchietto. All’assessore del Lavoro della giunta Cota sarebbe stata prospettata la candidatura tra i capilista della neonata formazione di centrodestra. Le avances a “lady preferenza” – alle scorse Regionali è stata la più votata con oltre 11mila suffragi personali – sarebbero arrivate direttamente da Guido Crosetto, interessato a stemperare il tratto destrorso della compagine. L’uomo di Marene, dopo la litigata con i co-fondatori alla vigilia di Natale, ha ottenuto “pari dignità”: i tre promotori saranno in testa alla lista in tutte le circoscrizioni elettorali, seppur in ordine differente a seconda delle realtà territoriali (Giorgia Meloni in cima dal Lazio in giù, Ignazio La Russa numero uno in Lombardia). Con alcune eccezioni in caso di candidature considerate forti e qualificanti. E quella di Porchietto, che nelle ultime settimane ha allentato i rapporti con l’ex ministro Sacconi, è considerata tale. Si vedrà, soprattutto tenendo conto dei sondaggi che, al momento, non sono davvero incoraggianti. In una recente rilevazione – che lo Spiffero pubblicherà nei prossimi giorni – “Fratelli d’Italia nel centrodestra” è quotata in Piemonte all’interno di una poco lusinghiera forchetta compresa tra lo 0,5% e il 2%. È vero che si tratta di una lista appena formata, ma, come è stato spiegato a Crosetto da un noto guru dei numeri da lui interpellato, il tempo per poter posizionare un marchio nuovo, prima che scatti la par condicio, è minimo.

 

A casa del Pdl, mentre sembra che solo un manipolo di ex aennini (Augusta Montaruli, Maurizio Marrone, Emanuele Locci) seguirà La Russa c’è attesa febbrile per la formalizzazione delle candidature.  Ghiglia avrebbe posto come condizione per restare solide “garanzie” sulla sua rielezione, che tradotto significa capolista su Piemonte 1. C’è da superare lo scoglio rappresentato dalle furie rottamatrici di Berlusconi: il Cavaliere ha già fatto sapere che al vertice regionale (rimanga ancora in sella Enzo Ghigo oppure venga sostituito da Enrico Costa come vorrebbe Angelino Alfano) spetterà solo il compito di proporre una rosa di nomi, la decisione finale verrà presa da Silvio in persona. Come sempre. E così i bookmaker assegnano ampie chance di riconferma per la chirurgo plastico Maria Rizzotti, senatrice uscente, per la compagna del redivivo Sandro Bondi, la deputata alessandrina Manuela Repetti, per Gilberto Pichetto Fratin, Lucio Malan e Costa. A parti coloro che avrebbero superato il casting di Palazzo Grazioli – gli assessori regionali Alberto Cirio e Michele Coppola – nell’elenco di aspiranti parlamentari compaiono pure il presidente di Palazzo Lascaris Valerio Cattaneo, il capogruppo Luca Pedrale, il consigliere Daniele Cantore. E per le quote rosa è sul tavolo il nome di Daniela Ruffino, sindaca di Giaveno e collezionista di poltrone: può contare sul sostegno di Osvaldo Napoli che sarebbe pronto a barattare la sua rinuncia con la promozione della sua antica fiamma. Troppi per una sconfitta annunciata.

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