SINISTRA

Ingroia fa la rivoluzione con Ferrero

L'ex pm anti-mafia cede alle richieste dei partiti e assegna la guida della lista in Piemonte al segretario di Rifondazione. Bocciata la No Tav Dosio. Scelte che suscitano malcontento nella base movimentista e tra gli arancioni

Clamorosamente bocciata la candidatura parlamentare di Nicoletta Dosio nella lista di Rivoluzione Civile. Antonio Ingroia ha preferito fare spazio al segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero che, qualora si superasse lo sbarramento del 4%, rioccuperebbe automaticamente una poltrona in Parlamento a cinque anni dalla sfortunata esperienza come ministro della Solidarietà Sociale nel governo Prodi.

 

Una decisione mal digerita dalla base di “Cambiare #sipuò”, il movimento arancione piemontese, fondato da Marco Revelli e Livio Pepino, che, a livello nazionale, è convertito in Rivoluzione Civile. In queste settimane, infatti, si è denunciata un’ingerenza delle strutture di partito che avrebbe poi condotto a questo esito. Penalizzando, quindi, l’ex insegnante Dosio che, se pur molto vicina a Rifondazione, avrebbe rappresentato la cosiddetta “società civile”, a fronte del suo attivismo, in prima linea, nella battaglia No Tav tanto da esserne stata l’artefice dell’ormai popolarissimo logo. E’ anche vero che buona parte del movimento No Tav si mostra contrario ad una rappresentazione partitica delle proprie istanze e non aveva accolto bene questo tipo di esposizione della Dosio.

 

I vertici di Rivoluzione Civile hanno fatto intendere, contemporaneamente, che, con la candidatura di un segretario di partito come Ferrero, non saranno disponibili altri alloggiamenti in lista per Rifondazione e la sinistra radicale, a dispetto della previsione che era stata formulata solo qualche giorno fa di 3-4 posti complessivi.

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