GRANE SINISTRE

Ingroia porta i No Tav in parlamento

E' polemica sulla designazione della Dosio tra i capilista alla Camera di "Rivoluzione civile", la formazione capitanata dall'ex magistrato. Il Movimento teme la strumentalizzazione e chiede ai leader di fare un passo indietro

CONTRO Nicoletta Dosio

Portare in Parlamento le “istanze” della società civile e dei movimenti che in questi anni hanno lottato fuori dalle istituzioni nazionali, a partire dalla madre di tutte le battaglie, quella contro la realizzazione dell’alta velocità Torino-Lione. Proprio la rappresentanza No Tav costituisce la prima grana per Antonio Ingroia, il magistrato antimafia che capeggia “Rivoluzione civile”, il rassemblement dell’arcipelago di sigle e forze della sinistra antagonista. La designazione a capolista alla Camera di Nicoletta Dosio, una delle figure storiche del movimento in Valsusa, ex insegnante nel locale liceo e segretaria del circolo di Rifondazione comunista di Bussoleno, è stata accolta con un certo fastidio dai compagni di lotta. La sua partecipazione alla competizione elettorale, spiegano, viola l’accordo siglato tra i principali leader secondo cui i vari frontman del movimento si sono impegnati a non sfruttare il proprio ruolo per eventuali candidature.

 

Erano tutti d’accordo nel salvaguardare l’autonomia dei No Tav dalle strumentalizzazioni politiche: da Alberto Perino a Francesco Richetto, da Lele Rizzo di Askastasuna alla Dosio. Il movimento che da anni si oppone alla costruzione della linea ad alta velocità è largo, composito, anarchico e di conseguenza non rappresentabile. Per questo gli uomini di Ingroia avevano pensato di convergere su un esponente meno in vista. Ma neppure questo ha superato le resistenze interne: «Il movimento è traversale e apartitico – spiegano – diffidiamo chiunque dall’usarlo per fini di propaganda elettorale». Un concetto ribadito anche da Livio Pepino, il quale in una lettera scritta per spiegare la presa di distanza dalla "Rivoluzione" dei professori di "Cambiare #sipuò" parla di «improvvide proposte di candidature che rischiano di dividere il Movimento No Tav».

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5 Commenti

  1. avatar-4
    23:28 Domenica 06 Gennaio 2013 marsilius Paradosso

    Ma allora, in astratto, tutti i movimenti possono trovarsi nelle stesse condizioni di quello NO TAV, cioè di aver pattuito al loro interno di non essere etero-rappresentati (e poi magari nello stesso tempo di lamentarsi per il fatto di non avere una sicura sponda politica). Come se ne esce quando un movimento, una lista, come quella di Ingroia, nasce proprio allo scopo di dare voce ai movimenti, alle associazioni, alla cosiddetta società civile?

  2. avatar-4
    22:56 Domenica 06 Gennaio 2013 ceres_susa Onestà intellettuale

    In un momento storico in cui i politici ne fanno di ogni senza il minimo rimorso nel gabbare gli italiani, la candidatura di Nicoletta Dosio é, per esperienza diretta, un esempio di personalità intellettuale totalmente disinteressata del potere e strenuamente in difesa dei propri ideali. Non condivido le sue idee ma la stimo per quello che ha umanamente saputo darmi in 5 anni di liceo e per la sua integrità morale.

  3. avatar-4
    21:59 Domenica 06 Gennaio 2013 Aleario Finalmente una candidatura popolare e convincente!

    Grande compagna, grande donna! Se non ora quando? Adesso!!!!

  4. avatar-4
    20:16 Domenica 06 Gennaio 2013 cavalligpaolo@libero.it mistero

    In ambito no-tav, la trasversalità è caratteristica saliente. Non si vogliono interferenze di partito, ma vi è libertà su orientamento politico (esclusi i fasci). Quindi un no-tav di varia natura (raramente pd), può trovarsi per motivi elettorali in formazioni in movimento come Ingroia-Riv Civ. Come metterla in questi casi? gpc no-tav.

  5. avatar-4
    08:49 Domenica 06 Gennaio 2013 Katerpillar Non è il solo

    Veramente lo faranno anche Pd e Sel in provincia di Torino. Ne parla solo Lo Spiffero, mentre gli altri giornali sono stato silenziati, oppure come al solito hanno deciso di non parlarne...Chissà cosa ne pensa Bersani

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