ALTA TENSIONE

Minacce No Tav. E Sel cancella Esposito

Il senatore democratico, annunciato nei giorni scorsi in un dibattito sulle larghe intese, non parteciperà alla festa vendoliana. "Motivi di ordine pubblico" è la tesi del segretario Brandolini. Ma tra gli organizzatori c'è chi cade dalle nuvole e protesta

I No Tav ordinano, Sel obbedisce. Sarebbe proprio in seguito a una serie di duri attacchi sul web (e non solo) che nelle scorse ore il neo segretario torinese dei vendoliani Marco Brandolini ha comunicato al senatore Stefano Esposito il ritiro dell'invito a prendere parte alla festa di partito, organizzata a Torino nell'area della bocciofila Mossetto di lungo Dora Agrigento. Il dibattito con il parlamentare democratico, da sempre sostenitore convinto della linea Torino-Lione, era previsto giovedì 26 alle 21. Tema dell’incontro: “Larghe intese: scelta obbligata o errore politico?”. Con lui sul palco anche i colleghi parlamentari Titti Di Salvo e Davide Mattiello, ma a quanto pare c’è chi non ha gradito la presenza di Esposito, peraltro alla kermesse di uno dei pochi partiti che in parlamento si professano apertamente No Tav.

 

A dare la notizia della revoca dell’invito è lo stesso Esposito, in una discussione su Facebook, mentre dialoga con un iscritto di Sel: “Poco fa mi ha chiamato il tuo segretario Brandolini per comunicarmi che a causa di minacce da parte dei notav ritirava l'invito che mi era stato fatto da Marco Grimaldi (consigliere comunale, ndr)”. Questione di ordine pubblico, bisogna garantire la sicurezza di tutti i partecipanti, sarebbe la giustificazione addotta. Scoppia la polemica, Brandolini - a Roma per una riunione di partito - viene tempestato di telefonate. Lo stesso Grimaldi, raggiunto telefonicamente dallo Spiffero è spaesato: «Non so cosa stia accadendo, mi pare strano che non riusciamo a garantire la sicurezza di chi interviene e dei presenti». Più tranchant il presidente della X Circoscrizione Marco Novello, secondo il quale «revocare l’invito a Esposito è un errore enorme. La scelta di invitarlo è stata condivisa da tutti e non vedo i motivi per tornare indietro, anzi penso che la cosa non sia chiusa qui e che Esposito debba esserci». Pressioni da No Tav e qualche circolo particolarmente caldo? «Se ci fossero state ci vorrebbe una segreteria che mostri carattere e tenga la barra dritta sulle scelte ormai fatte. Anche perché altrimenti ci ritroviamo a discutere solo tra noi e non ne vedo l’utilità».

 

A stretto giro arriva anche la durissima reazione di un altro dirigente vendoliano come Luca Robotti, già consigliere regionale: «La scelta di annullare l'invito a Stefano Esposito è tanto assurda da non sembrare vera, il segnale di una debolezza politica e organizzativa che fa cadere le braccia. Un partito non può essere ostaggio, tantomeno di frange estremiste e violente come chi oggi rappresenta il movimento No Tav. Il segretario Brandolini e la sua segreteria devono immediatamente confermare l’invito a Esposito e dichiararsi pronti a difendere in ogni modo il diritto a parlare di chi, su nostro invito peraltro, si è dato disponibile a contribuire al buon risultato della festa. Altre chicchere sarebbero del tutto inutili e prive di senso, esattamente come trovare scuse o aggirare il problema».

 

Intanto a metà mattinata la notizia diventa ufficiale con il lancio del comunicato stampa di Sel con il programma della festa. Il dibattito c’è, il nome di Esposito no. Lo stesso Brandolini via sms ammette: “La questione è delicata”, si cerca ancora una via d’uscita. Ma ormai la frittata è fatta.

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