LUTTO

È morto Alberto Musy

Si è spento ieri sera l'ex consigliere comunale di Torino, vittima il 21 marzo 2012 di un agguato sotto la sua abitazione. Da 19 mesi era in coma irriversibile. Ora l'accusa verso Furchì, presunto aggressore, muta in omicidio. Il VIDEO della campagna elettorale

È morto ieri sera intorno alle 23 l'ex consigliere comunale di Torino Alberto Musy. Lo si apprende da fonti vicine alla famiglia. Lo scorso 21 marzo 2012, Musy, era rimasto vittima di un agguato tornando alla sua abitazione e da allora era entrato in coma irreversibile.

 

Musy, 46 anni, avvocato e professore universitario, era stato ferito con dei colpi di pistola sotto la sua abitazione di via Barbaroux da un uomo con il volto coperto. Le telecamere di videosorveglianza nel centro storico di Torino lo ripresero, ma solo un anno dopo la polizia arrestò il presunto responsabile. Si tratta di Francesco Furchì, che era stato candidato alle ultime elezioni comunali di Torino nelle quali sosteneva Musy e che avrebbe agito per rancori causati dai mancati aiuti da parte di Musy in alcune vicende, come il tentativo di acquisizione della fallita Arenaways. Furchì è ancora in carcere e proprio oggi dovrebbe essere sentito al processo in cui è imputato. Ma l’avvenuto decesso avrà ripercussioni importanti sul processo in corso contro Furchì: cambierà infatti l’imputazione da tentato omicidio a omicidio volontario. «Processualmente cambia molto - spiega l’avvocato di parte civile della famiglia Musy, Gian Paolo Zancan – l’imputazione diventerà omicidio volontario premeditato, punito con l’ergastolo. Cambierà il giudice: non sarà più il tribunale ma la corte d’assise a giudicare. Per quanto riguarda l’iter processuale - aggiunge - prevedo che venga disposto all’udienza di oggi un accertamento autoptico del nesso causale (che è evidente, dal momento che dal giorno dell’agguato Musy non si è mai risvegliato). Mi aspetto che il tribunale poi si dichiari incompetente e rimetta gli atti al pubblico ministero».

 

La moglie, Angelica Corporandi d’Auvare, nel corso di una testimonianza in tribunale, aveva parlato del rapporto che la legava al marito, conosciuto durante la campagna elettorale del Partito Liberale. “L’amore – sono state le sue parole - non si era affievolito nel corso del tempo. Lo conobbi quando avevo vent’anni e mi si aprì un mondo. Io provenivo da un ambiente molto chiuso, lui invece aveva vedute molto ampie, mi trasmetteva un senso di libertà infinita. Aveva voglia di scommettere sui suoi talenti. Lo sposai a ventotto anni perché guardavamo nella stessa direzione. Ero stata abbastanza fortunata”. Dal matrimonio sono nate quattro figlie: la più grande ha 13 anni, la più piccina 3. “Grazie ad Alberto - aveva spiegato - maturai la consapevolezza che volevo avere figli che fossero come lui. E che lui trasmettesse a loro le sue doti”. “Alla persona che ha sparato - ha anche detto Angelica - rimprovero di avere interrotto un discorso. Ha sottratto alle mie figlie la persona che avevo scelto per loro. Ci costringe adesso ad assistere, senza poter intervenire, a questa vita, la vita di Alberto, che aveva molto da comunicare”. E che ora si è spenta.

 

Musy era  molto stimato per la pacatezza dei toni che erano il suo stile anche in politica. Un'esperienza nella quale si era tuffato con entusiasmo e senso civico, accettando l'invito a candidarsi sindaco, pur sapendo di avere la strada sbarrata da Piero Fassino, cavallo vincente del centrosinistra, e Michele Coppola, schierato dall'asse Pdl-Lega Nord. Avvocato, docente di diritto privato comparato, nella sua attività professionale si occupava, tra l'altro, di cause di lavoro, insegnava all'Università del Piemonte Orientale, ma è stato docente anche a Montreal, New York e Tel Aviv. Alle ultime amministrative, dopo la rinuncia a candidarsi per il centrosinistra di Francesco Profumo, Udc, Fli e Api avevano puntato proprio su Musy, un candidato della società civile con l'obiettivo di inserirsi nella lotta tra centrodestra e centrosinistra, cercare di convincere gli indecisi e riportare al voto i tante astenuti (34%) nella precedente consultazione. A Musy, che nei quattro anni precedenti il voto del 2011 aveva studiato il rilancio di Torino per il centro Einaudi, tuttavia, aveva pensato anche una parte del Pdl, prima di optare, al termine di una lunga discussione interna, sulla candidatura di Coppola, assessore regionale alla Cultura. Alle Amministrative Musy ha poi raccolto il 4,9% delle preferenze, con 21.896 voti.

 

In segno di lutto le bandiere della Città di Torino, esposte sugli edifici comunali, sono abbrunate. Proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali che si terranno lunedì 28, ore 11, presso il Santuario della Consolata.

 

 

 

 

 

Alla mamma Paola, alla sorella Antonella, all’amata moglie Angelica e alle adorate figlie Isabella, Maria Luisa, Bianca, Eleonora, le nostre più sentite condoglianze. Non dimenticheremo mai l’affetto e il sostegno che Alberto ha mostrato verso questa nostra piccola impresa. (bb)

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