VERSO IL VOTO

Fassino capocantiere dei salotti chic

Debutta la lista "civica" del centrosinistra. Un trio Lescano a coordinarla: il chiampariniano Giaccone, il castellaniano De Michele e Baradello, ex braccio destro di Calgaro. Novità zero, i soliti noti a caccia di ingaggio

Fabbriche, officine, laboratori. E cantieri. Il centrosinistra torinese attinge a piene mani all’architettura del secolo ferrigno per segnare, anche nell’immaginario politico, quel trapasso che ha visto in poco più di un ventennio trasformare l’antica capitale industriale (la vecchia, dannata one company town) in una scintillante vetrina del loisir. Là dove il clangore dei torni e il frastuono delle meccaniche lavorazioni regolavano tempi e metodi di intere esistenze, ora si origlia il discreto sferragliare di meningi eccelse. L’ultimo colpo è di genio civile, nel senso dell’arruolamento di quella benamata (e spesso bennata) borghesia per drenare i consensi ancora disponibili in quel ceto cittadino che seppure guarda a sinistra ancora non se la sente di crociare il simbolo del Pd. A vestire i panni del capocantiere è Mario Giaccone, consigliere regionale chiamparinesco (eletto nella lista del Monviso), uno che per via della sua professione lo vedresti più a suo agio tra blister di supposte e sciroppi contro la tosse piuttosto che nelle polverose aree di scavo.

 

Si chiama Cantiere Civico ed è stato aperto stamane e ha come prima realizzazione quella di assemblare la lista civica centrista a sostegno di Piero Fassino. Padrone di casa proprio Giaccone, che ha organizzato l’esordio nel palazzo di via Sant'Anselmo in cui ha sede l’Ordine dei farmacisti. Una piccola (ma influente) lobby rappresentata in forza, a partire dalla madrina, Clara Cairola Truffelli, vedova Mellano, ex presidente di Circoscrizione ed esponente del Pli, per arrivare al neo leader regionale Marco Cossolo. Un modo per segnare il territorio e rivendicare la leadership di una squadra che d’ora in poi, almeno nella testa del sindaco, dovrà iniziare a lavorare insieme. Per la prima volta, infatti, in una manifestazione pubblica erano presenti anche gli altri due moschettieri dell’impresa: l’ex segretario della Margherita Pino De Michele, detentore del logo di Alleanza per Torino, la lista che accompagnò la discesa in campo, più di vent'anni orsono, di Valentino Castellani, e il parlamentare eletto in Scelta Civica Maurizio Baradello, ex braccio destro del vicesindaco Marco Calgaro, colui che per il Comune di Torino ha coordinato la prima Ostensione della Sindone, e che oggi ha il compito di aprire un canale con il mondo cattolico.

 

Tra i presenti tanti nomi più o meno conosciuti: manager pubblici e professori universitari, imprenditori e professionisti, tutti in soccorso del Lungo contro lo spauracchio rappresentato da Chiara Appendino. Gente che da tempo bazzica gli anfratti del potere, in quella terra di mezzo tra la politica e le professioni (e incarichi, e consulenze, e nomine). Insomma, dal popolo delle partite Iva al popolo delle parcelle. Avvistati in sala Alberto Tazzetti (dimenticato capo degli industriali torinesi, salziano),  il professore di Economia e presidente del Collegio Einaudi (e nel Csi) Pietro Terna, il collega Bernardo Bertoldi, l’evergreen Piergiorgio Re, il direttore generale delle Molinette Giampaolo Zanetta, il presidente della partecipata regionale Baricalla, Alessandro Battaglino, già sostenitore della lista civica di Alberto Musy nel 2011, l’ex dipietrista Marco D’Acri, trombato alle ultime elezioni ma ricompensato con una poltrona in Eurofidi (e l’incarico di assessore a Leini). “Da oggi si mettono le basi per creare un progetto politico costruttivo per il futuro della città” sono state le parole di Giaccone.

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