LA GRANDE MURAGLIA

Congressi Pd: dalla Cina con furore

C'è persino un "pacchetto" di 19 eredi di Mao tra i tesserati chiamati al voto nei congressi di circolo che si svolgeranno il prossimo fine settimana. A Torino testa a testa in quasi tutte le sezioni, mentre nell'hinterland molte conferme degli uscenti

Dalla Cina con furore. La via democratica dell'ultimo avamposto del socialismo reale passa per Torino. Sembra una barzelletta, ma è la verità. Tra i militanti del Pd che si stanno preparando alle assise dei circoli che nel prossimo weekend si svolgeranno in quasi tutta la provincia vi è persino una pattuglia di 19 compagni eredi di Mao Tse-tung, residenti da tempo sotto la Mole, convertiti al verbo democrat nientemeno che da Mauro Marino, senatore bindiano e oggi sostenitore del candidato renziano alla segreteria provinciale Fabrizio Morri: hanno chiesto la tessera al circolo VI (in precedenza erano iscritti nella sezione di Mirafiori). Da domenica, comunque, inizierà a delinearsi la nuova geografia dei democratici subalpini. Checché se ne dica il partito è suddiviso in mille rivoli e i toni sempre più alti dei candidati sono la testimonianza di quanto sia alta la posta in palio. Ieri il sindaco Piero Fassino da Asti dove si trovava per sostenere la candidatura alla segreteria provinciale del candidato renziano Giorgio Ferrero ha detto che «Gianni Cuperlo sa di nostalgia», il nuovo è Matteo Renzi, anche se di vecchi arnesi della politica torinese è piena zeppa la compagine che lo sosterrà alle primarie dell’Immacolata.

 

La competizione sui circoli - e di riflesso sulle federazioni provinciali - ha fatto lievitare il numero degli iscritti con pochi capibastone che controllano ingenti pacchetti di tessere, tema sul quale nei giorni scorsi si sono scatenate le polemiche: da una parte i sostenitori di Aldo Corgiat (uno dei tre competitor che ha dichiarato di votare Cuperlo così come Alessandro Altamura e Matteo Franceschini Beghini), dall’altra Morri, l’unico renziano, che può contare su un fronte che va da Fassino al suo antico concorrente per la poltrona di sindaco del capoluogo piemontese Davide Gariglio.

 

Intanto si delineano le candidature per il presidio delle cellule democratiche sul territorio. Non che la gestione di un circolo possa appagare la sete di potere anche del meno ambizioso militante (“il problema, piuttosto, è trovare chi avrebbe voglia di svolgere bene quel ruolo” dice allo Spiffero un funzionario di area cuperliana). Si tratta piuttosto di un complesso Risiko che coinvolge i maggiorenti del partito alla conquista di un territorio. La famigerata bandierina che testimoni la loro esistenza. Ovunque in città si profila un testa a testa.

 

Al Circolo 1 si ricandida Fabrizio Oddone, legato alla fu Sinistra in Rete (Corgiat-Cuperlo), contro Serena D’Italia (Morri-Renzi), fedelissima del consigliere regionale Andrea Stara. A Santa Rita duello tutto renziano con Luisa Bernardini (anche lei di stretta osservanza stariana) che sfida il bindiano Sergio Battistoni: entrambi sostengono Morri al provinciale (spalleggiato dai garigliani). Alla Tre molto probabile una candidatura unitaria di Francesca Troise (scuderia di Salvatore Gallo), renziana al fianco di Morri, mentre pare improbabile una ricandidatura di Alberto Pilloni (ex Sinistra in Rete, sostenitore di Corgiat). Al circolo 4 è in pista la vicepresidente della Circoscrizione Valentina Caputo, vicina ai Popolari di Davide Gariglio, contro la coordinatrice della terza commissione Sara Carriola (Beghini-Cuperlo). Due giovani a Barriera di Milano: da una parte il campione di preferenze Simone Bertin, che si candida sotto l’ala del consigliere regionale Mauro Laus (area Morri-Renzi), dall’altra Simone Tosto, sostenuto dal consigliere comunale Luca Cassiani (Corgiat-Cuperlo). Alla 6 probabile candidatura unitaria di Vincenzo Iatì, eletto nelle fila dei Moderati alle ultime circoscrizionali, ma subito passato sotto il controllo della presidente di Circoscrizione Nadia Conticelli, a sua volta legata a Stara. Nel circolo di Vanchiglia la situazione è ancora fluida: i Gallo schierano Cosimo Gadaleta (Morri-Renzi), cui potrebbe essere contrapposto Fabio Caserta (Altamura-Cuperlo) e la lausiana Francesca Somenzari anche lei sostenitrice di Morri al provinciale. Pare decadere, invece l’ipotesi Michele Crispo candidato ideale per un ormai improbabile accordo unitario. A San Salvario resta da sciogliere il nodo Francesco Mele: il segretario uscente non dovrebbe ricandidarsi, a quel punto la strada sarebbe aperta per Cristina Iemma, figlia della ex consigliera comunale Susanna Fucini, oggi nella componente del senatore Mauro Marino e quindi di Rosy Bindi, che a Torino sostengono il candidato renziano Morri (da valutare l’eventuale candidatura di un esponente vicino a Beghini, che del circolo fu segretario).  E a proposito di bindiani è dell’ultima ora la candidatura a Mirafiori di Anna Borasi (Morri-Renzi), contro quello che fino a poco tempo fa pareva essere il candidato unitario, Antonio Ursi (Corgiat-Cuperlo). Infine il circolo cittadino più piccolo: quello della circoscrizione X, considerata un’enclave dell’assessore comunale Claudio Lubatti che sostiene il segretario uscente Claudio Maghenzani, contro il quale AreaDem potrebbe schierare Riccio, sul quale potrebbero convergere - neanche a dirlo - i Popolari di Gariglio.

 

Situazione meno complessa nelle principali città dell’hinterland: a Moncalieri si sfidano la renziana Marina Valfrè, sostenuta dall’ex sindaco Angelo Ferrero e il segretario uscente Danilo Lanè (Altamura - Corgiat), candidature unitarie invece a Nichelino (confermato il segretario uscente Angelo Auddino), Grugliasco che si appresta a rieleggere Pier Paolo Soncin (Altamura), Rivoli che resta al fianco di Emanuele Bugnone (Morri-Renzi) e Settimo Torinese con Daniele Volpatto (Corgiat-Cuperlo).

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