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Morri: “La politica non ha età”

Il candidato alla segreteria torinese illustra il suo Pd. "Dovrà avere più autorevolezza, oggi è una babele di mugugni". Un renziano anomalo che non usa i social network e adora le riunioni in sezione: "Giovani e amministratori nella mia squadra"

Ai messaggi spot preferisce il pensiero lungo, frasi piene zeppe di subordinate. Ai post su Facebook, le riunioni in sezione. Un hashtag non sa nemmeno che cosa sia, ma poi ammette: «mi sto attrezzando». E’ la vecchia scuola, che a Torino ancora fa scuola. Entro domani Fabrizio Morri presenterà la candidatura per la guida del Pd torinese. Ha 59 anni sul groppone, un passato alla guida del Pdup e del Pci subalpini e in questa competizione - anche se qualcuno stenta a crederci - sarà il candidato di Matteo Renzi. Questa sera (ore 19,30) si sottoporrà all'esame dei comitati renziani guidati da Davide Ricca in un incontro al quale parteciperà anche il braccio destro del sindaco fiorentino Luca Lotti. Va subito detto che, a differenza di altri, Morri non dissimula la sua storia che affonda in quella Torino degli apparati politici, quando i soldi erano pochi e la passione tanta. E per la causa si mandavano all'aria studi, affetti, convenienze. E a girare in lungo e in largo la provincia a bordo di auto scassate, colla e pennelli ad attaccare manifesti di notte dopo una lunga giornata di assemblee, attivi, volantinaggi. Fino a quando i compagni non fanno colletta per comprare una R4 di seconda mano, di cui Morri a malapena possedeva un parafango. Altri tempi, altra vita. Senza vergogna e senza rimpianti. Ma cosa l'ha spinto a scegliere la Rottamazione? «Io non scelgo la Rottamazione, anzi è un aspetto sul quale probabilmente Renzi ha insistito più del dovuto – argomenta -. Ho scelto Matteo perché il Pd è in forte crisi. Sono in discussione i rapporti tra il partito e una grossa fetta della società. Prendiamo voti essenzialmente nel pubblico impiego, tra i pensionati e nelle grandi aree urbane. Non credono in noi i settori più dinamici della società, i giovani, le partite iva». Una piccola pausa: «Che piaccia o no Renzi è l’unico che con quel mondo ha aperto un contatto».

La corsa alla Federazione provinciale torinese (allora era il Pds) la tentò per la prima volta nel 1995, dopo aver guidato il Pdup e il Pci cittadino: aveva quarant’anni ma anche allora c’era uno più giovane che gliela contò: era Alberto Nigra, enfant prodige della politica subalpina, che lo sconfisse prima di intraprendere una parabola che lo ha portato a sostenere Roberto Cota alle ultime Regionali e poi a scomparire dal radar della politica. Ma Morri nega di essere in cerca di rivincite: «La dimostrazione che l’età non è una discriminante né in positivo né in negativo. Gli errori fatti da Nigra sono stati politici, la carta d’identità non c’entra. Per quanto mi riguarda sono ancora animato da una robusta passione politica e resto convinto di poter dare molto a questo partito». Come? «Voglio restituirgli l’autorevolezza che ha perso in questi anni. Oggi il Pd è una babele di mugugni, tutti parlano e ne esce un partito senza voce». Per farlo serve un segretario forte, che non sia prigioniero delle correnti, come accade di fatto da quando è nato il Pd. Ne sia dimostrazione il fatto che, negli anni, sono cambiati i segretari ma i loro guardiani, inseriti nelle segreterie dalle varie correnti, sono rimasti gli stessi. «Servirà una squadra totalmente rinnovata, con una segreteria che non deve essere composta coi bilancini. Sceglierò i migliori: una pattuglia di giovani e amministratori, indipendentemente da chi votino al congresso». Poi? «Va sanata la conflittualità con i territori, garantendo autonomia politica e gestionale ad aree importanti della nostra provincia come Pinerolese e Canavese, sostenuti nella loro azione a livello centrale». Insomma è il candidato di Renzi, ma non è anche lei profeta del partito liquido? «Un partito se è troppo liquido non esiste. Il vero problema è che rispetto allo scorso anno a livello nazionale abbiamo perso 300mila iscritti, peraltro in un periodo congressuale. Il partito deve essere aperto e cercare di coinvolgere più gente possibile, altrimenti liquido o solido che sia, sarà destinato a morire».

Nella competizione con Aldo Corgiat, Alessandro Altamura e Matteo Franceschini Beghini, Morri potrà contare su un alleato d’eccezione, ovvero il sindaco Piero Fassino «che peraltro non ha ancora sottoscritto la mia candidatura». Lo farà, su questo nessuno ha dubbi. E proprio per questo gli altri hanno buon gioco a indicare Morri come il candidato del sindaco, paventando una futura subalternità: «Se è per questo con Piero ho anche litigato una volta». Addirittura? «Quando alle primarie 2009 si imbarcò in quell’avventura con Dario Franceschini mentre io volevo puntare su Sergio Chiamparino». Ma poi faceste la pace? «Con Fassino c’è un ottimo rapporto, ma io ho una mia storia che non dipende da lui, cercherò di spiegarlo ai militanti». 

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2 Commenti

  1. avatar-4
    13:02 Venerdì 11 Ottobre 2013 mammaitaliana Qual è il suo progetto?????

    Fabrizio Morri, ci spieghi la sua storia, ma soprattutto, ci spieghi il suo progetto su Torino e provincia, sulla Tav e sul tunnel di Corso Grosseto, sulle aree per l'Ikea, su una segreteria che non sia soltanto torinese, sul coinvolgimento di altre zone della provincia, sempre dimenticate, sull'abolizione delle province. Alle riunioni di sezione fino a tarda notte possono partecipare solo le persone che non lavorano!!!!!!!! E tutti ne abbiamo abbastanza di queste persone!!! Si confronti con le persone che un lavoro ce l'hanno , bene o male, e usi pure le nuove tecnologie. ...E' un dovere...Visto che è tornato a Torino e ha aspirazioni, un bel giro nelle zonme più dimenticate della provincia, no!!!!

  2. avatar-4
    10:21 Giovedì 10 Ottobre 2013 mork liquidi

    cos'è un partito liquido? Si è formato dopo il disgelo e la fine della guerra fredda? Dalle R4 alle banche mi sembra un'efficacie applicazione delle teorie del Capitale. Il pubblico impiego è formato anche da persone che amano darsi le martellate sulle palle perchè votano chi ha bloccato ancora i contratti di lavoro, frutto delle lotte condotte con le R4 ed i pennelli.Mork

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