CONGRESSI PD

Rinforzi albanesi per i renziani di Asti

Ressa ai seggi nella città del Palio dove prevalgono i seguaci del sindaco fiorentino. Le accuse dei cuperliani: "Voto truccato". Ma intanto scoppia la polemica sulle tessere sottratte in sezione dal deputato Fiorio. Ferrero vola verso il traguardo

TRASPARENZA nel voto

“Se facessero una corrente etnica potrebbero prendersi il partito”. E’ una battuta amara quella che si rincorre nelle stanze del Partito democratico di Asti dove ieri, per il congresso del circolo cittadino, si sono recati a votare circa duecento nuovi iscritti, per lo più albanesi, a quanto pare tutti folgorati lungo la via della rottamazione, pronti a sostenere il candidato vicino a Matteo Renzi.

 

Le polemiche, che nei giorni scorsi hanno coinvolto Torino, dunque, si estendono anche fuori dalla provincia del capoluogo, raggiungendo la città del Palio, dove ormai da anni l’ala renziana, capeggiata dal sindaco Fabrizio Brignolo e dalla consigliera regionale Angela Motta, è andata in rotta di collisione con quella ex bersaniana del deputato Massimo Fiorio. Nel week end l’ultimo atto.

 

Nel mirino finisce il candidato segretario del Pd provinciale Giorgio Ferrero (foto) già in corsa alle scorse parlamentarie – in cui venne sconfitto proprio da Fiorio – e alle Europee del 2009. A Rocchetta Tanaro Cerro, un centro di cinquemila anime, che poteva contare su una quarantina di iscritti, i nuovi iscritti sono circa 90, “quasi tutti extracomunitari”, lavoratori di una impresa edile del paese, la Bibaj. Sarebbero loro, secondo quanto denunciano i cuperliani - che sostengono la segretaria uscente Francesca Ferraris - ad aver fatto la differenza. Nel conteggio dei delegati, Ferrero è avanti 13-7 riuscendo anche a imporre il suo candidato nel capoluogo, Carlo Gentile. Proprio a Rocchetta, dopo l’esito del congresso, l’ex coordinatore e sindaco di Cerro Tanaro Mauro Malaga sarebbe arrivato ad aggredire verbalmente Ferrero, arrivando quasi allo scontro fisico. I renziani ribattono: “Sono gli uomini di Fiorio che si lamentano? Quelli che vincono da anni i congressi grazie alle truppe cammellate provenienti dal quartiere Praia? Lo stesso Fiorio che ieri si è appropriato di un pacchetto di tessere da far sottoscrivere in fretta e furia e poi si è ritrovato in Questura con minacce di denuncia da parte del sindaco Brignolo?”. Vicenda smentita però da Fiorio che dà una sua versione dei fatti: “Nella giornata di venerdì mi sono state consegnate le tessere dal Circolo Regionale di Torino da consegnare ad Asti. Ho comunicato al coordinatore cittadino di Asti Carlo Gentile (renziano) che ne avrei trattenute una parte da consegnare ai circoli del sud astigiano. Mi è stato spiegato (cosa di cu non ero a conoscenza) che le tessere potevano essere consegnate solo dal circolo provinciale di Asti ed ho quindi convenuto telefonicamente con il presidente della Commissione del Congresso Alfredo Castaldo di consegnare quelle che avevo con me sabato mattina perché in quel momento (tardo pomeriggio) non ero più ad Asti”. Il parlamentare ritiene di aver agito in “buona fede e per questo ho immediatamente richiesto una seduta urgente della Commissione per chiarire il fatto e per togliere qualsiasi ombra sul mio comportamento. Tutto il resto corrisponde a strumentalizzazioni di chi non ha avuto comportamenti trasparenti e che ancora ieri si è comportato in modo equivoco”.

 

I nervi sono a fior di pelle anche perché questa volta di “assi” erano piene le maniche di entrambi i contendenti. Tutti parlano e sparlano, nessuno vuole però comparire. E proprio dall’entourage del renziano Ferrero arriva anche una spiegazione per il cosiddetto “giallo-albanesi”: “Abbiamo candidato un esponente di quella comunità, si chiama Hasan Bulcari, è in Italia dal 1991, fa l’elettricista e il regista teatrale. Farà parte degli organi dirigenti del Pd e ha chiesto il supporto dei suoi connazionali per essere eletto nell’assemblea provinciale. Loro si sono iscritti e sono venuti a votarlo: cosa c’è di male?”

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