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Risparmi? Nobili intenzioni. Disattese

Mentre la Giunta vara un piano per ridurre numero e peso delle partecipazioni, una società della galassia finanziaria della Regione dà una ritoccata agli emolumenti dei suoi amministratori. Il caso di Eurocons, guidata dall'attuale presidente pidiellino del Vco

Ridurre peso e numero delle aziende pubbliche, prosciugare le idrovore del mare magnum del sottogoverno, ragliare i rami improduttivi che allignano nel sottobosco della politica. Nobili intenzioni, quelle della Regione che ha varato un piano di razionalizzazione delle sue partecipate.

 

Intenzioni che però rischiano di rimanere "Nobili", giacché proprio in una delle società della galassia finanziaria che fa capo a piazza Castello, gli amministratori hanno deciso di darsi un ritocchino ai propri emolumenti. Si tratta di Eurocons (i cui componenti sono presenti anche in Eurofidi, di cui Finpiemonte Partecipazioni è il primo azionista istituzionale), guidata dal pidiellino Massimo Nobili, che è anche presidente della Provincia del Vco. Nel corso dell’ultima riunione del Consiglio d'amministrazione, che si è svolta il 30 ottobre scorso, è stato approvato l'adeguamento dei compensi: non un vero e proprio aumento, a quanto pare, ma un nuovo computo delle varie voci in modo da cumulare indennità di carica. Un sistema che rappresenta un aggravio non di poco conto e che per il solo presidente Nobili si traduce nel sommare i 30 mila euro di compenso dovuto dall'incarico in Eurocons, i 25mila per la presidenza di Eurofidi e ulteriori 25mila da consigliere di Euroenergy. E giusto per non farsi mancare nulla, è previsto il cumulo anche dei gettoni di partecipazione alle riunioni (circa 400 euro a seduta), che parrebbero piuttosto frequenti soprattutto quando occorre selezionare gli interventi verso le imprese.

 

«Una decisione quantomeno inopportuna» secondo il capogruppo di Idv Andrea Buquicchio, che ha sollevato il caso in Consiglio Regionale, chiedendo spiegazioni attraverso un'interrogazione urgente alla giunta. La vicenda è stata stigmatizzata in aula anche dall'assessore competente Agostino Ghiglia, che ha parlato di un «fatto vergognoso» sul quale tuttavia non può intervenire, trattandosi di una partecipata indiretta della Regione. Ma ha assicurato di aver fatto presente a chi di dovere tutte le sue perplessità in merito.

 

Un atto reso ancor più inopportuno visti gli oltre 17 milioni di perdite che la società ha fatto registrare sia nel 2012 sia nel 2013. Poi Buquicchio parla di un'ispezione della Banca d'Italia: «E' grave che Eurofidi non abbia diffuso pubblicamente il verbale che il servizio di Vigilanza della Banca d'Italia ha effettuato in data 5 novembre del 2012, a seguito della loro ispezione presso tale società. Tale documento, come riferito in aula dall'assessore con delega alle partecipazioni, non è nelle disponibilità della Regione. Nei prossimi giorni sarà mia cura intervenire in tutti i modi affinché tale atto venga reso pubblico e consultabile. Sarebbe certamente utile una riflessione sul futuro di Eurogroup i cui vertici proprio in questi giorni stanno predisponendo una radicale riorganizzazione. Non va dimenticato infatti il ruolo centrale di Eurofidi nell'ambito del finanziamento alle imprese del nostro territorio».

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