ALTA VELOCITA'

Governo: “Nessun allarme sui fondi Tav”

Non sono in pericolo i soldi destinati alle opere di compensazione per i comuni della Valsusa interessati dal tracciato della Torino-Lione. Lo precisa il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, replicando ad alcune indiscrezioni di stampa

Falso allarme. I fondi destinati alle opere di compensazione per i Comuni della Valsusa interessati dal tracciato della Tav Torino-Lione non sono in pericolo: il ministero dei Trasporti “ha già sensibilizzato al problema le strutture del Ministero dell’Economia che emanerà entro il 31 dicembre il decreto di autorizzazione alla deroga dal patto di stabilità per i fondi stanziati, come già previsto dal decreto legge emergenze 43/2013”. Lo precisa una nota dello stesso Mit (ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), rispondendo ad alcune indiscrezioni di stampa che, riprendendo l’Sos lanciato dal senatore Pd Stefano Esposito, avevano prospettato il possibile blocco dei circa 10 milioni riservati a una serie di interventi sul territorio.

 

Attorno a questi fondi nei mesi scorsi si è assistito a un tira e molla, con continui colpi di scena (e non poche brutte figure). In un primo tempo sparite dalla legge di stabilità le risorse che dovevano essere rese disponibili nel 2014, sono state calendarizzate per il 2016/2017. Poi il ministero delle Infrastrutture parlando di una “svista”, sollecitato da un emendamento bipartisan, è riuscito a ripristinare le compensazioni. I fondi sono stati destinati prevalentemente ai Comuni di Susa, dove il prossimo anno dovrebbe partire lo scavo del tunnel di base, e Chiomonte che dal giugno 2011 ospita il cantiere della galleria geognostica della Maddalena. Gemma Amprino è il sindaco di Susa, la città che più sarà interessata dai cantieri Tav: “Non mi piace chiamarle compensazioni, preferisco definirle opere di accompagnamento. Sono infrastrutture che si rendono necessarie per far funzionare in armonia il cantiere e il territorio”. Dei sei milioni euro che erano stati messi a disposizione per Susa poco più di metà sarà gestita direttamente dal Comune, mentre i restanti 2,5milioni verranno utilizzati in coordinamento con la Provincia di Torino. “Non si può pensare di aprire un cantiere di quelle dimensioni e di lunga durata se prima non viene riorganizzata la viabilità. Tra le opere concordate c’è un ponte che costa 900mila euro, non ci sarà nessun cantiere se non ci sarà quel ponte”. La Amprino non si definisce una sostenitrice dell’opera, “ma solo un’amministratrice locale a cui spetta il compito di gestire questo momento delicato. Non ci siamo potuti permettere di dire se la Torino-Lione ci piaceva o no. Il nostro unico interesse è che il progetto sia il meno impattante possibile sul territorio, per questo sono necessari i fondi promessi dai vari governi che si sono succeduti”.

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