RELAZIONI SINDACALI

Fiat dice no alla Fiom: tavoli separati

Proseguono su due piani separati le trattative tra il Lingotto e i sindacati: da una parte Cisl, Uil e associazioni quadri, dall'altra i metalmeccanici Cgil. Landini: "Per ora solo brillanti operazioni finanziarie. Dicano dove prendono i soldi per fare gli investimenti"

La Fiat respinge la richiesta della Fiom di sedere al tavolo con gli altri sindacati per il rinnovo del contratto. Per i vertici del Lingotto meglio tenere separati i due fronti di trattativa: quello con le organizzazioni firmatari delle intese di gruppo (Fim, Uilm, Fismic, Ugl, Associazione quadri) dal negoziato con i metalmeccanici della Cgil, collocati da sempre su posizioni critiche e solo recentemente rientrati nella contrattazione. È quanto si apprende ai margini dell’incontro svoltosi oggi a Torino tra l’azienda e la Fiom all’Unione Industriale di via Fanti. «La Fiat ha respinto la richiesta della Fiom di unificare il tavolo della trattativa con quello dei sindacati firmatari», riferisce una fonte che ha partecipato alla riunione. «Nel merito le posizioni della Fiom sono inconciliabili con quelle dell’azienda», conferma alla Reuters un componente della delegazione aziendale.

 

Con la trattativa di oggi la Fiom punta a ritornare a relazioni sindacali normali e quindi a «ristabilire un unico tavolo di trattativa», come ha detto al suo arrivo il segretario del sindacato Maurizio Landini. «Vogliamo relazioni sindacali normali, che si arrivi con oggi alla possibilità di giungere ad un unico tavolo di trattative». All’incontro di oggi ha partecipato soltanto la Fiom, mentre gli altri sindacati firmatari dei contratti Fiat hanno già avviato da tempo la discussione sul rinnovo del contratto di lavoro per i dipendenti del gruppo. La nuova sessione di questa trattativa è fissata per la prossima settimana. Landini ha anche detto che la carta rivendicativa elaborata dal suo sindacato ha registrato finora il consenso, nelle assemblee del gruppo, di oltre 18mila lavoratori, dimostrando il radicamento del suo sindacato.

 

La Fiom mette in dubbio l’operazione che ha portato la Fiat all’acquisto del 100% di Chrysler: «Marchionne dal punto di vista finanziario ha fatto un'operazione molto brillante, è riuscito a comprare la Chrysler in buona parte con i soldi della Chrysler, ma l'indebitamento complessivo del gruppo, è sotto gli occhi di tutti, è aumentato. La domanda – ha sottolineato Landini - è dove si prendono i soldi per fare gli investimenti, ad esempio per rilanciare il marchio Alfa Romeo. Il problema è capire gli impegni industriali che ci sono nell'accordo con Veba perché i sindacati statunitensi chiedono che una serie di modelli e produzioni rimangano negli Usa o vengano riportati là. Allora bisogna fare una discussione generale sia sui modelli, sia su dove si vanno a prendere i soldi per fare gli investimenti. Mi pare che questa non sia una preoccupazione solo della Fiom. Di questo vorremmo poter discutere con l’azienda e anche con il Governo perché altrimenti, se non si fanno queste scelte, corriamo il rischio di discutere solo di cassa integrazione e fra due o tre anni, quando la cassa finirà, non so di cosa discuteremo».

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