Italia dei valori nel caos. Ma spunta una Benedetta Donzella

L’avvocatessa, legata al sindaco Pd di Borgaro, favorita per il posto in giunta. Intanto il partito si spacca ancora: Porcino attacca Spinosa, Sbriglio fa l’offeso e tra Cermignani e Punzurudu si sfiora la rissa. Segreteria in bilico e qualcuno ha già la valigia pronta

MARETTA tra i dipietristi

L’Italia dei Valori punta su Benedetta Donzella. Il suo nome figura nella rosa varata lunedì dal direttivo, che nei prossimi giorni verrà presentata direttamente a Piero Fassino. A farle compagnia i consiglieri provinciali, Raffaele Petrarulo, Roberto Cermignani e Gerardo Mancuso, il vicesindaco di Collegno Francesco Zurlo e la segretaria provinciale del partito Mariacristina Spinosa. Sei nomi dei quali quattro saranno certamente esclusi in partenza dal momento che all’Idv spetta un’indicazione femminile, come più volte ribadito da Fassino in persona. Restano dunque Spinosa e l’antispinosa, Donzella appunto. Un’avvocatessa legata sentimentalmente al sindaco democratico di Borgaro Vincenzo Barrea, sulla quale punta senza esitazioni Gaetano Porcino per rafforzare la propria area a Palazzo Civico, dopo il successo elettorale del figlio Giovanni Porcino, entrato per la prima volta in Sala Rossa dopo la débâcle rimediata alle scorse Regionali.

 

L’ultima parola spetterà ovviamente a Fassino, ma sono in molti a scommettere che quello messo a segno dal parlamentare dipietrista sia già uno “scacco matto” e che dopo il niet di Antonio Saitta, la Spinosa incasserà anche quello del “Lungo”.

 

Una scelta che potrebbe sancire l’inizio di una decadenza politica con connotati di insolita repentinità. La fronda interna ormai è sempre più forte e organizzata, l’asse tra il capogruppo in Regione Andrea Buquicchio e Gaetano Porcino regge: e se al primo sono legati, oltre alla senatrice Patrizia Bugnano, i due assessori provinciali, Marco D’Acri e Gianfranco Porqueddu e il capogruppo Roberto Barbieri, il secondo può contare su un consigliere provinciale, Mancuso, e uno comunale, il figlio Giovanni. Per questo la partita legata all’assessorato comunale diventa fondamentale per gli equilibri interni e rischia di decretare la definitiva estinzione di una segretaria cui non deve aver certamente giovato il crollo di oltre quattro punti percentuali del proprio partito rispetto alle scorse regionali. A questo proposito è lo stesso Porcino ad attaccarla frontalmente: “E’ chiaro che la gestione attuale non ha funzionato, finché ci siamo stati noi i risultati erano eccellenti – ha dichiarato, per poi aggiungere – Quattro tessere si possono falsificare, i voti no” alludendo senza troppi sofismi ai tanto discussi congressi che hanno sancito il cambio della guardia ai vertici dell’Idv. A indebolirla contribuisce anche la personale batosta elettorale subita e le dimissioni prima annunciate e poi smentite da assessore a Venaria (a proposito pare che il sindaco Giuseppe Catania sia piuttosto indispettito per questo atteggiamento).

 

L'attuale segreteria può contare ancora sull'appoggio del parlamentare Renato Cambursano, sul segretario regionale Luigi Cursio, riabilitato alla testa del partito in Piemonte, dopo il commissariamento di Ivan Rota, e sul coordinatore cittadino, neo presidente della Circoscrizione II, Antonio Punzurudu. Ma questa volta il fronte potrebbe non reggere, visti anche i mal di pancia interni di chi, come Giuseppe Sbriglio, non si è neanche presentato all’ultima riunione, deluso a tal punto dal mancato sostegno del suo partito, che qualcuno già lo darebbe nuovamente con le valigie in mano pronto a scegliere altri lidi, disposti a valorizzare maggiormente le sue competenze. Insomma, il partito è in subbuglio e lo testimonia un accenno di rissa, sedata giusto in tempo, tra il segretario cittadino Antonio Punzurudu e Roberto Cermignani, con il primo che lamentava lo scarso impegno del partito nella stesura delle liste, il secondo a dargli dell’incompetente. Contattata da Lo Spiffero, Mariacristina Spinosa ha assicurato che all’interno di Italia dei Valori “c’è un clima costruttivo volto a perseguire il bene del partito rispetto alle ambizioni dei singoli”.

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