RETROSCENA

Fassino rottama la giunta Chiamparino

Il sindaco dà il via libera alle candidature in Regione di Passoni e Curti, entrambi nel listino maggioritario. Un modo per liberarsi degli ultimi mohicani ereditati dal predecessore e dare un assetto più stabile alla squadra. Corsa per l'assessorato al Bilancio

Saranno paradossalmente le elezioni regionali a sancire la definitiva de-chiamparinizzazione di Palazzo Civico? E’ molto probabile, soprattutto dopo che nelle ultime ore l’ex sindaco e candidato alla presidenza della Regione Piemonte, sta chiudendo la delicata partita del listino bloccato: dieci uomini e donne che entreranno nel parlamentino subalpino qualora la coalizione di centrosinistra vincesse, senza bisogno di raccogliersi le preferenze. Quasi tutte le caselle sono ormai abbinate a un nome e se, come appare probabile, Chiamparino riuscirà a superare il responso delle urne allora sarebbero almeno un paio i suoi ex assessori pronti a trasferirsi da via Milano in via Alfieri (a quanto si apprende, col bene placito di Piero Fassino).

 

Un nome su tutti è quello del Cerbero custode delle casse municipali di Torino Gianguido Passoni, super assessore a Bilancio, Patrimonio e Decentramento, fedelissimo del primo cittadino olimpico, tra i primi a essere sondati dall'allora presidente della Compagnia di San Paolo su una sua eventuale rentrée in politica. Al fianco di Fassino gli è toccata la parte del cattivo con tutti i colleghi di Giunta: le pulci sulla copertura finanziaria di ogni delibera, tagli alle iniziative non strettamente necessarie, per non parlare del braccio di ferro intrapreso con le Circoscrizioni, cui in questi anni ha ridotto ulteriormente il budget, attirandosi le ire dei presidenti. I rapporti tesi con gli altri galli del pollaio fassiniano, da Stefano Lo Russo (Urbanistica) a Maurizio Braccialarghe (Cultura) hanno fatto il resto. Per quanto lo riguarda la partita è ormai chiusa, Chiamparino lo porterà con sé e tanti saluti a Palazzo di Città, dopo 15 anni di onorata carriera, prima da assessore con Valentino Castellani, poi come capogruppo dei Comunisti Italiani nel Chiamparino uno e infine da assessore al Bilancio nei cinque anni successivi dal 2006 al 2011. In piazza Castello lo attende la poltrona ora occupata da Gilberto Pichetto? Possibile, anche se i concorrenti non mancano e, soprattutto, deve superare la “maledizione” di Paolo Peveraro, il suo predecessore a Palazzo civico poi trasmigrato in Regione. 

 

Sarebbe un déjà-vu non proprio benaugurante. Inoltre, la condizione di apolide politico non lo aiuta di certo: solo il Chiampa può intestarselo. Con lui potrebbe abbandonare gli uffici comunali anche Ilda Curti, relegata ormai al ruolo di assessore alle parole, dopo le non proprio brillanti performance offerte all’Urbanistica. Anche lei è una chiampariniana di ferro, l’ultima rimasta nell’esecutivo di Palazzo di Città, dopo l’addio dell’ex vice sindaco Tom Dealessandri. Anche lei sarebbe destinata al listino, quota donne e quota Civati, ovvero: quando la vocazione minoritaria premia.

 

Più accidentata la strada per Mimmo Mangone: anche lui ha palesato più volte al segretario del Pd Davide Gariglio l’ambizione di cambiar palazzo (l’ultima mercoledì in tarda serata, al termine della direzione), ma dopo aver fatto il diavolo a quattro per ottenere un posto in Giunta in Comune e dopo essere stato premiato con l’incarico di tesoriere nel Pd pare che gli sia stato consigliato di stare tranquillo almeno per qualche mese. Tra i sicuri entranti nel listino ci sono, inoltre, il capogruppo uscente Aldo Reschigna, l’astigiano Giorgio Ferrero, già numero uno di Coldiretti e Mimmo Portas per i Moderati. Pare molto probabile anche l’ingresso di Marco Grimaldi di Sel, che farebbe così convergere le proprie preferenze su Michele Curto, che invece corre. Ma resta un’incognita non da poco: le donne. Per ora scarseggiano (per l’area fassiniana sono in corsa l’ex staffista di Andrea Stara, Nadia Conticelli e Rosanna Abbà, mentre per l’ala cuperliana il confronto è tra il sindaco di Collegno Silvana Accossato e la consigliera comunale Lucia Centillo). E c’è già chi preconizza stravolgimenti dell’ultima ora per garantire la parità di genere. 

print_icon

10 Commenti

  1. avatar-4
    22:35 Venerdì 28 Marzo 2014 Ridateci-baffone x massimo - il rinnovamento -

    ne deve avere di parenti Passoni...http://tg24.sky.it/tg24/politica/2011/02/27/primarie_torino_fassino_pd.html

  2. avatar-4
    22:04 Venerdì 28 Marzo 2014 torino listino

    quando si parla di "listino" il cittadino pensa che chi ne fa parte sia una personalit

  3. avatar-4
    20:47 Venerdì 28 Marzo 2014 cesiracesira74 non

    scegliamoli semplice

  4. avatar-4
    17:54 Venerdì 28 Marzo 2014 massimo il rinnovamento

    Tutti promossi in Regione: che squallore.Per quanto riguarda Passoni, credo che, se dovesse farsi votare, più che qualche voto tra i parenti non riuscirebbe a raccattare.

  5. avatar-4
    15:41 Venerdì 28 Marzo 2014 iansolo lo russo...

    ....si prepara a fare il sindaco?...poveri noi...povera torino..

  6. avatar-4
    14:29 Venerdì 28 Marzo 2014 messerlancillotto OMG

    Oh My God...Terribile... Hanno stuprato Torino ora vogliono fare lo stesso con la Regione...

  7. avatar-4
    12:31 Venerdì 28 Marzo 2014 annalisa piccoli Mamma mia...

    quanti nomi nuovi si leggono! C'è da aver paura di tanto rinnovamento!!!!

  8. avatar-4
    10:09 Venerdì 28 Marzo 2014 marcopuglisi Secondo me....

    Portas sente odore di cadute del governo Renzi.....e se continua così é molto meglio. Ma lo sapete che il primo atto che ha fatto il consiglio dei ministri è stato graziare i comuni in dissesto?!! Allora è proprio vero che in Italia più fai schifezze con i soldi pubblici e meglio é!

  9. avatar-4
    10:09 Venerdì 28 Marzo 2014 silvioviale DEL RESTO SONO "MODERATI"

    Un esempio di moderazione.

  10. avatar-4
    09:45 Venerdì 28 Marzo 2014 Bandito Libero Portas nel listino?!??

    Ma ho letto bene???!? Ed il seggio "conquistato" a Roma un anno fa? Così i Moderati lo perderebbero..

Inserisci un commento