PUBBLICO & PRIVATO

Gradenigo, Cavallera se ne lava le mani

Ancora nessuna risposta dell'assessore regionale alla Sanità sul futuro dell'ospedale torinese, di cui viene prosepttato il passaggio al gruppo Humanitas. Motta (FdI): "Mancano garanzie su servizio e occupazione". Artesio: "Con il centrodestra andrà ai privati"

Il futuro del Gradenigo è al centro delle preoccupazioni di operatori e cittadini, scatena la fregola dichiaratoria di politici in servizio e degli aspiranti consiglieri regionali, ma non turba la paciosa flemma di Ugo Cavallera. L’assessore uscente alla Sanità ancora una volta, nell’odierna seduta della Commissione di Palazzo Lascaris, si è esibito nella sublime arte del “saper non dire” di forlaniana memoria.

 

Come riferisce Eleonora Artesio (Federazione della Sinistra), «imperturbabile alla notizia di acquisizione dal gruppo Humanitas rinvia al Ministero il nodo della continuità del pronto soccorso in un ospedale gestito da privati. Soprattutto evita di informare sulla irreversibilità o meno di tale passaggio di proprietà: o meglio ne parla come accordo preliminare, ancora inoffensivo, quando è messo alle strette sulla continuità dei servizi, ma esclude di poter concorrere come Regione a una eventuale fondazione pubblico/privato sostenibile per la gestione attuale e garante dell'interesse pubblico». Per l’esponente della sinistra «è certo che se vincerà la lista Cavallera versione Pichetto il Gradenigo potrà andare ai privati».

 

Di vicenda dai profili “molto nebulosi” e di un iter a dir poco “inusuale” parla Massimiliano Motta, consigliere di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale: «Sul pre-accordo del gruppo privato Humanitas a cui verrebbe ceduto il presidio sanitario del Gradenigo dall’attuale proprietà delle Congregazione Figlie della Carità, continuiamo a non avere risposte esaurienti dall’assessore Cavallera». Ma l’esponente della giunta Cota non è il solo a far orecchie da mercante: «Non riesco a capire lo strano silenzio di coloro che sino ad ora si sono stracciati le vesti per la difesa della sanità pubblica in Piemonte e del perché tutti i candidati Chiamparino in testa stiano stranamente in silenzio? Solo Fratelli d’Italia ormai da mesi sta chiedendo delucidazioni e garanzie per la difesa del presidio pubblico del Gradenigo che fa parte del sistema della Sanità pubblica piemontese e che proprio per mantenere il suo status di presidio pubblico deve rispettare le regole del sistema sanitario così come gli altri ospedali. Sarebbe, in caso contrario, un precedente molto grave». La legge regionale prevede infatti che solo un Ente no-profit possa mantenere lo status di presidio pubblico, perciò, si chiede Motta, «come può il Gruppo Humanitas che, ad oggi non ha certezza della deroga a questo principio, impegnarsi con un onere economico così gravoso? Altrettanto strano è che un gruppo che si propone per l’acquisto si presenti anche prima come consulente nell’ambito gestionale ed infine le ventilate ipotesi di ampliamento dei servizi offerti come potranno garantire il rispetto degli impegni assunti con il piano di rientro?». Infine, rivolgendosi direttamente a Cavallera evidenzia come la questione Gradenigo non sia solo una trattativa privata: «Ci dispiace che l’assessore non ci abbia dato risposte sul futuro dei lavoratori, sulle ripercussioni dei  servizi erogati a livello di sistema dagli ospedali limitrofi e sul soggetto profit che a gamba tesa entrerebbe nella programmazione sanitaria regionale con ripercussioni su risorse pubbliche impegnate e servizi erogati sul territorio…. quasi quasi ci fa rimpiangere Monferino».

 

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