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Fassino è un bugiardo. Chieda scusa

Il sindaco ieri ha smentito di aver mostrato il dito medio ai tifosi del Toro che lo contestavano. Ma un filmato del consigliere grillino Bertola lo sconfessa. Si può perdonare una reazione inconsulta non un politico che mente spudoratamente - VIDEO

Anche ai politici può capitare di perdere le staffe e lasciarsi andare a gesti inconsulti. Ai rappresentanti delle istituzioni è richiesto uno sforzo di self-control superiore ai comuni mortali, proprio in virtù del ruolo che rivestono. Detto questo, la reazione stizzita di Piero Fassino di fronte alle contestazioni, accese e volgari, di un gruppo di tifosi del Toro va censurata, senza però eccedere nel moralismo. Il clima di ieri al Filadelfia non era certo dei più propizi alla discussione serena e lo scatto di nervi del primo cittadino bersagliato dagli insulti, accompagnato da un gesto licenzioso, è persino comprensibile.

 

Ma peggio di un sindaco maleducato è un sindaco bugiardo. Perché tale appare Fassino per aver preteso che i giornali pubblicassero la sua smentita dopo che la notizia del suo gestaccio aveva fatto il giro delle redazioni. Le immagini riprese dal capogruppo M5s al Comune di Torino Vittorio Bertola sono eloquenti. Così come, già ieri, lo erano le testimonianze dei presenti, tra cui quella di un altro consigliere comunale, della stessa maggioranza del sindaco, Giuseppe Sbriglio. Non una caduta di stile ma un fatto grave per un politico, per qualsiasi politico, del tutto inaudito per chi aspira alla Presidenza della Repubblica.

 

 

Non si fa attendere l’attacco del Movimento 5 stelle di Torino. L’autore del video Bertola e la collega Chiara Appendino afferma: «Altro che presidente della Repubblica, questo è l’emblema di un sindaco incapace di gestire il dissenso e incapace di dialogare con una città. Questa non è una questione di fede calcistica: un sindaco che reagisce alle contestazioni con il gesto del dito medio, tentando poi di coprirlo rilasciando false dichiarazioni e quindi mentendo a mezzo stampa è un sindaco che non può rappresentare la Città». E dopo le contestazioni dei tifosi granata e le polemiche delle forze d’opposizione, su Fassino arriva anche il fuoco amico di Gad Lerner, noto giornalista e conduttore televisivo che sul suo sito gli consiglia addirittura un periodo di riposo dalla politica.

 

E mentre il caso è ormai esploso, dalla Svizzera, dove si trova per promuovere la città, Fassino fa diramare una nota in cui non si scusa, ma anzi rilancia: «Ho voluto ieri essere presente al Filadelfia su esplicito invito del Presidente della Fondazione Filadelfia e l’ho fatto ben volentieri perché consapevole di quanto il Torino sia parte integrante della storia della Città – afferma -. Un gesto peraltro apprezzato da molti presenti, tra cui storici cuori granata come  Giampaolo Ormezzano e Gian Carlo Bonetto. Un ristretto gruppo di ultras ha invece ritenuto di aggredirmi e insultare me e la mia famiglia preventivamente, persino con lancio di pietre, cosa che ha provocato una mia istintiva e umana reazione, di cui naturalmente mi rammarico. So bene peraltro che quelle violente intemperanze non corrispondono ai sentimenti dei tantissimi tifosi che manifestano la loro fede granata con passione e generosità e verso i quali ho sempre avuto e ho il massimo rispetto. E qualunque mia reazione all’accerchiamento non era certamente rivolta a nessuno di questi veri tifosi. Per rispetto a loro e alla loro storia, al valore della giornata del 4 maggio ero lì e vi sono rimasto nonostante la violenta intimidazione. Questi episodi non devono farci dimenticare che la giornata di ieri era dedicata alla commemorazione del Grande Torino e all’avvio, finalmente della ricostruzione del Filadelfia, di cui questa Amministrazione e il Torino FC, dopo tanti anni, sono primi protagonisti. Sono questi i valori che contano, mentre non sono in alcun modo tollerabili comportamenti intimidatori e aggressivi, terreni di coltura di violenze che - come si è visto a Roma - portano a tragedie».

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