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Regionali, testa a testa Pichetto-Bono

Il risultato è scontato, stravince in solitaria Chiamparino. I sondaggi a poche ore dal blackout si concentrano sul secondo posto: il candidato pentastellato pare in affanno, mentre recupera il forzista. Costa meglio di Crosetto. Ora è campagna elettorale

 

Tra una manciata di ore calerà il blackout e i sondaggi, finora usati come strumento per orientare il consenso piuttosto che registrarlo, sforneranno previsioni più attendibili sulla competizione regionale del prossimo 25 maggio. In Piemonte l’esito è scontato: vincerà, o meglio, stravincerà Sergio Chiamparino. L’aruspicina elettorale è quindi concentrata nel tentare di prevedere i pesi interni alla coalizione di centrosinistra, soprattutto se il futuro governatore avrà una maggioranza sufficientemente ampia da metterlo al riparo dalle insidie del nuovo Consiglio, e nel vaticinare chi occuperà la seconda postazione sul podio. Una rilevazione di committenza governativa che sta circolando tra le forze politiche assegna a Chiamparino una vittoria tra una forbice compresa tra il 50 e il 53%: una corsa solitaria che penalizzerebbe la compagine, che si attesterebbe nella migliore delle ipotesi attorno al 43%, con un Pd oscillante tra il 29 e il 32%. La stessa lista “personale” del presidente non sfonderebbe, allineandosi al dato dei Moderati, tra il 4 e il 7%. A differenza di altri sondaggi pubblicati negli ultimi giorni né Scelta Civica Italia dei Valori otterrebbero consensi sufficienti per fare il loro ingresso a Palazzo Lascaris.

 

È testa a testa per il “miglior perdente” tra il candidato dei Cinque stelle e quello di Forza Italia. Davide Bono, aspirante governatore proposto dal MoVimento 5 stelle, accreditato tra il 20 e il 23%, incasserebbe meno voti del suo stesso partito, la cui forza è stimata tra il 25 e il 27%. I grillini pagherebbero, soprattutto nell’elettorato giovanile, il voto disgiunto. Gilberto Pichetto, a capo di una coalizione arcobaleno (FI, Lega Nord, Verdi-Verdi, Pensionati, Destre Unite e Grande Sud), è pressoché alle calcagna, tra il 19 e il 22%, con un potenziale di performance che potrebbe derivargli proprio dal bouquet di liste. Nel centrodestra va segnalata la buona prova di Enrico Costa e del suo Ncd (rispettivamente tra il 5 e l’8% il candidato presidente, tra il 4 e il 7% la lista) che supererebbe un personaggio assai più noto come Guido Crosetto, sotto di un paio di punti percentuali con Fratelli d’Italia oscillante tra il 2 e il 5%. Mera testimonianza la corsa di Mauro Filingeri (0-3%) e del suo L'Altro Piemonte.

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