Regionali, 6 aspiranti governatori
18:01 Sabato 26 Aprile 2014 6Esclusi i "pataccari" Rabellino e Cermignani. Passano il vaglio delle verifiche Chiamparino, Bono, Pichetto, Costa, Crosetto e Filingeri. Estromessa la lista Pensionati. Il M5s annuncia il ricorso contro i collegamenti ai gruppi consiliari. FI e Ncd a rischio?
Sono 6 gli aspiranti governatori e 16 le liste che il 25 maggio si contenderanno la presidenza della Regione Piemonte. A passare il vaglio delle verifiche di rito sono Sergio Chiamparino, Davide Bono, Gilberto Pichetto, Enrico Costa, Guido Crosetto e Mauro Filingeri. Bocciati perché privi delle firme a supporto sia Roberto Cermignani, l’ex dipietrista, alias “Bellicapelli”, consigliere uscente della Provincia di Torino e autore della lista civetta “Chiamiamolo per il Piemonte” con tanto di Monviso come simbolo, sia il re delle liste patacca Renzo Rabellino che non è riuscito a convincere il tribunale della regolarità dell’apparentamento della sua “Lista dei grilli-No euro”. Esclusi dalla competizione pure i “Pensionati per Pichetto”, ultima versione della formazione all’origine del cataclisma che ha travolto la IX legislatura ed è proprio questa è stata la ragione della sua estromissione dal bouquet di liste a supporto di Pichetto. Era stata proprio la consigliera Sara Franchino, subentrata a Michele Giovine dopo la decadenza a seguito della condanna per le irregolarità, a presentare la documentazione. Al leader berlusconiano restano comunque Forza Italia, Lega Nord, Destre Unite, Lista Civica per il Piemonte-Pichetto, Verdi-Verdi e Grande Sud-Azzurri Italiani. Sei liste anche per Chiamparino: Pd, Moderati, Sel, Scelta Civica, Italia dei Valori e Chiamparino per il Piemonte. Unica lista ciascuno per gli latri concorrenti: Ncd-Udc per Costa, Fratelli d’Italia-An con Crosetto, L’Altro Piemonte a Sinistra per Filingeri, MoVimento 5 stelle a supporto di Bono. Fine corsa, ancor prima di iniziare, per “Bunga Bunga-Usei” presentata da Marco Di Nunzio.
Intanto, continua a destare attenzione la questione dell’esenzione dalla raccolta firme consentita dal “collegamento” con i gruppi consiliari. Come a suo tempo segnalato dallo Spiffero la procedura è tutt’altro che lineare, al punto che Davide Bono annuncia che ricorrerà contro tutte le liste che hanno usufruito di tale possibilità: “Abbiamo appreso con viva soddisfazione dell’esclusione delle liste civetta Grilli-no euro e Chiamiamolo per il Piemonte – scrive in una nota il candidato penta stellato -. Noi ricorreremo contro tutte le liste che hanno usato l'esenzione firme di presidenti di gruppi consiliari regionali la cui proclamazione è stata annullata dalla sentenza del Tar di gennaio. Ci stupisce apprendere che il Pd si sia deciso a raccogliere le firme per la sua lista regionale solo mercoledì sera a seguito, dicono loro, della diffusione della notizia di un nostro possibile ricorso. Le regole sono regole e valgono per tutti. Come al solito, il Pd pensa di ergersi al di sopra: il M5s è qui per farle rispettare”.
Ulteriori sviluppi potrebbero provenire dall’istanza presentata stamane da Luigina Staunovo Polacco che, per quanto apparentemente diretta solo contro la lista di Giovine, in realtà solleva di fatto il problema del collegamento delle liste con i gruppi decaduti. Lo stesso ricorso nelle prossime ore sarà probabilmente depositato in tutti i tribunali del Piemonte. Nel testo è possibile leggere non solo le considerazioni già note, ma anche, viene ricordato alle commissioni elettorali, come nei prossimi giorni il Tar Piemonte si esprimerà sul ricorso presentato da Staunovo e Bresso contro la surroga della consigliera Franchino, atto certamente abnorme (la lista era stata dichiarata decaduta per il venir meno del numero minimo dei candidati) e non urgente ed indifferibile effettuato per scopi elettorali dal centrodestra. In questa occasione il Tar potrebbe anche fare delle considerazioni più ampie (essendo stato sollevato proprio il problema dell’esenzione) sull'invalidità dei gruppi consiliari. E allora apriti cielo. Lo spettro di ulteriori ricorsi e sulla possibilità di tornare presto al voto, aleggia sempre più sulla testa del futuro presidente. Ma il problema potrebbe essere sollevato al Tar Piemonte ben prima (entro 48 ore dall'affissione delle deliberazioni della commissione elettorale). Infatti, il potente ufficio legale nazionale e regionale del Movimento Cinque Stelle (che non a caso ha presentato l’esenzione con delega nazionale), si prepara a depositare un ricorso per chiedere l’esclusione di quelle liste che hanno presentato collegandosi ai gruppi decaduti: Forza Italia, Verdi-Verdi, Lista Pichetto, Moderati, ma nache le blasonate Forza Italia e Ncd.


