GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA

Asa, la Procura indaga sulla gara

Una decina gli avvisi recapitati dai magistrati di Ivrea sul passaggio della raccolta rifiuti a Teknoservice. Gli esclusi esultano: “Lo avevamo detto, procedure non regolari”. Il commissario Ambrosini: “Ho solo avallato le decisioni del Consorzio”

Tutto da rifare? Probabilmente qualcosa è andato storto nella gara d’appalto per affidare il servizio di raccolta rifiuti nei comuni del Canavese dopo il crack dell’Asa di Castellamonte. Dopo il braccio di ferro tra i vincitori – la Teknoservice di Piossasco – e i primi esclusi, ovvero l’ati formata dalla vercellese Ederambiente e dalla San Germano di Pianezza, è la magistratura a volerci vedere chiaro, attraverso un procedimento penale che coinvolge, secondo le indiscrezioni trapelate in queste ore, una decina tra amministratori pubblici e soggetti che a vario titolo hanno assegnato quel bando alla Teknoservice. L’azienda aveva i requisiti richiesti? La gara può essere stata in qualche modo pilotata? Sono queste lo domande che si stanno ponendo i pubblici ministeri della Procura di Ivrea che hanno aperto un fascicolo sul caso. A dare la notizia è il Quotidiano del Canavese, “avvisato” da un “corvo” che ha inviato in redazione l’avviso pervenuto a uno degli indagati. L'inchiesta è nata da un esposto. Abuso d'ufficio e turbativa d'asta i reati ipotizzati.

 

«Sapevo di questo procedimento perché ero stato convocato dalla Procura come persona informata sui fatti – afferma l’amministratore delegato di Ederambiente Andrea Innocenti –. Spero si giunga al più presto a una soluzione, anche perché io resto convinto che quella gara l’abbiamo vinta noi» e preannuncia azioni agli organi competenti. Intanto, però, da un anno a occuparsi della raccolta rifiuti nei comuni canavesani legati ad Asa è la Teknoservice, cui è stato affidato il servizio dal Consorzio Canavesano Ambiente. Prosegue Innocenti in un lungo colloquio allo Spiffero: «per l’acquisizione del ramo di azienda Teknoservice ha offerto 400mila euro più di noi e per pagarli ha avanzato un’offerta condizionata, comunicando che avrebbe coperto i costi ratealmente e con una maxi rata finale superiore 400mila euro, con i fondi di Finpiemonte stanziati per l’acquisizione delle aziende in crisi, peccato che l’offerta condizionata non fosse prevista dalla gara e dalla normativa nazionale in ambito di appalti». Non è tutto: sempre secondo la ricostruzione di Innocenti - che da mesi si batte per ottenere i documenti relativi all’affidamento in questione, costretto a muoversi spesso più come un segugio che come un normale cittadino – la gara prevedeva che l’acquirente avesse avuto negli ultimi tre anni un fatturato medio di 15 milioni di euro. Anche in questo caso la Teknoservice non poteva offrire tali garanzie e per questo è stata affiancata – attraverso una procedura definita di avvalimento – alla Recuperi Pugliesi, azienda con sede nella provincia di Bari, il cui fatturato legato per quanto riguarda la raccolta rifiuti è inferiore ai 3 milioni. E poi l’annosa questione delle fideiussioni della società di Piossasco: dopo l’altolà dell’Ivass- l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni -  che ha impedito alla romena Onix Asigurari S.A. di operare sul territorio italiano, è emerso che anche la seconda fideiussione, quella rilasciata da FidiRoma per rilevare gli immobili e il ramo d'azienda, non risponde alle normative nazionali. Bankitalia, infatti, ha dichiarato che la compagnia capitolina non ha l’autorizzazione a emettere fidejussioni. «Questo la commissione di gara doveva saperlo bene, infatti proprio Ederambiente e San Germano furono escluse dalla prima gara per aver presentato le fideiussioni di Fidiroma, e fu proprio la commissione a contattare la Banca d’Italia per farsi certificare la non idoneità della compagnia torinese” prosegue Innocenti “accettare le fideiussioni di fidiroma a Teknoservice dopo aver escluso noi con le stesse è un chiaro atto di lesione della par condicio e dell’utilizzo di due pesi e due misure».

 

Contatto dallo Spiffero il commissario Stefano Ambrosini si dichiara tranquillo, afferma di non essere stato raggiunto da nessuna comunicazione da parte del Tribunale e si dice «a disposizione degli inquirenti, anche se mi pare che le indagini siano su un pezzo del procedimento che non ho seguito io, che invece mi sono limitato a recepire le istanze del Consorzio». Poi specifica: «Da punto di vista tecnico il procedimento penale non ha alcun risvolto diretto sulle procedure amministrative».

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1 Commenti

  1. avatar-4
    20:13 Mercoledì 14 Maggio 2014 Bandito Libero Per chi suona la campana?

    Suona per caso per Ambrosini? mah....chi vivrà vedrà.

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