Spataro, approdo a Torino tra le correnti
14:46 Lunedì 19 Maggio 2014 0Mercoledì entra (finalmente) al giro di boa del Csm la nomina del successore di Caselli alla guida della Procura subalpina. In quella sede si misurerà la tenuta degli accordi tra le componenti, saltate sulla designazione del segretario generale
Armano Spataro si appresta ad approdare a Torino tentando di resistere ai marosi delle correnti interne alla magistratura italiana. Tensioni che, culminate la settimana scorsa sull’elezione del segretario generale del Csm, potrebbero avere ripercussioni sulle nomine di alcune importanti sedi giudiziarie: Firenze, Bari e, appunto, Torino. Mercoledì la Commissione Incarichi Direttivi di Palazzo dei Marescialli ha all’ordine del giorno la discussione sulla copertura della Procura subalpina, poltrona vuota da cinque mesi dopo il pensionamento anticipato di Gian Carlo Caselli. A renderlo noto è il vicepresidente del Csm Michele Vietti, a margine del congresso piemontese dell’Agci, l’associazione generale cooperative italiane. «Mi auguro si possa arrivare rapidamente alla conclusione per coprire questa vacanza e ridare alla procura di Torino, ufficio importante per il contrasto alla criminalità, un capo investito di piena legittimazione». L’ultima parola spetterà al plenum.
Al momento, il milanese Spataro rimane l’aspirante più quotato e colui che nella prima fase ha ricevuto il maggior numero di consensi, rispetto al collega titolare della procura di Novara Francesco Saluzzo: la Commissione si è infatti divisa, visto che la minoranza ha presentato due candidati alternativi. Ed è inoltre nota una certa delusione dell’attuale reggente Sandro Ausiello che forse sperava di riuscire a ottenere qualche sostegno (soprattutto dal suo ex capo Caselli).
Reggerà o, meglio, si ricomporrà l’accordo tra le componenti dopo che al Csm si è sfiorata la bagarre a causa della «defezione» di uno dei togati di Unicost sulla nomina del nuovo segretario generale? Come è noto alla fine è prevalso, sia pure con lo stesso numero di voti (10 a 10), il candidato dello schieramento contrapposto, professionalmente più anziano - Paola Piraccini, proveniente dalla Scuola superiore della magistratura- come prevede in questi casi il
regolamento. La rabbia degli sconfitti (i togati di Area e di Unicost) è esplosa platealmente dopo il voto con urla e scenate, avvenute in gran parte fuori dall’aula del plenum, dove si sarebbe sfiorato anche lo scontro fisico. Anche perché - raccontano i bene informati - quella del segretario generale rientrava in un accordo complessivo sulle nomine ai vertici degli uffici giudiziari che questo Csm si appresta a fare prima della scadenza di luglio del suo mandato, con il rischio ora di un effetto a catena.
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