TRAVAGLI DEMOCRATICI

La corrente dà la scossa a Pentenero

Cuperliani in allerta per le mosse di Gariglio. Secondo indiscrezioni il segretario del Pd starebbe ostacolando la designazione della sua ex sfidante a vice di Chiamparino, che qualcuno sogna alla Sanità. Domani in direzione regionale la corrida di tutti i malpancisti

Un incontro tra i maggiorenti della corrente per dare la “scossa” a Gianna Pentenero. C’è agitazione tra i cuperliani piemontesi, messi in allerta dalle recenti mosse del segretario Davide Gariglio, il quale dopo aver respinto l’offerta di entrare nella squadra di Sergio Chiamparino (forse subodorando una trappola) si sarebbe messo di traverso alla nomina della sua ex sfidante alla vicepresidenza della Regione. E qualcuno, all’interno della componente, l’ha addirittura proposta per l’assessorato alla Sanità, prospettiva che la diretta interessata respinge (“La questione non è all’ordine del giorno”).

 

Un cambio di passo studiato per mettere in difficoltà Gariglio al quale rimproverano di aver disatteso il mandato ricevuto l’altra sera dalla segretaria, quello di rivendicare la presenza di “peso” dei consiglieri eletti del Pd nella futura squadra di Chiamparino, a partire proprio da quella dello stesso segretario e recordman delle preferenze. Com’è noto, nel corso dell’incontro con il neo governatore Gariglio ha fatto retromarcia, adducendo un ripensamento dettato da ragioni di “opportunità”, lasciando a Chiamparino l’onere della scelta. Il futuro presidente, d’altra parte, è sempre stato chiaro: in assenza di una designazione proveniente dal partito democratico avrebbe assegnato la delega a Antonio Saitta. Ma sul presidente uscente della Provincia di Torino, considerato “esterno” seppur iscritto al Pd, lo stesso fronte renziano pare quanto mai diviso: fortemente sponsorizzato dal vicecapogruppo al Senato Stefano Lepri, trova alquanto “freddi” sia il garigliano Domenico Mangone sia l’ateniese Davide Ricca.

 

“Il nome del Pd ci sarebbe, quello di Gianna Pentenero”, dichiara Mario Sechi, componente della segreteria regionale, presente all’odierno summit dei cuperliani assieme ai parlamentari Andrea Giorgis e Stefano Esposito, al presidente provinciale del partito Alessandro Altamura e alla Pentenero. Ma di sedersi sulla scottante poltrona di corso Regina lei pare proprio non pensarci. Nella discussione è piuttosto emerso il tema, dolente, dei rapporti con la maggioranza, giacché nel partito regionale – a differenza di quello torinese – vige dopo il congresso una gestione unitaria. Conduzione che dovrebbe prevedere una specie di gentlemen's agreement almeno sulle principali decisioni da assumere, mentre invece, come nel caso dell’indicazione del prossimo vicepresidente della giunta, la maggioranza e, soprattutto, il segretario, agiscono in totale autonomia. Proprio su chi dovrà assumere la carica di numero due, infatti, si sarebbe registrato un veto di Gariglio sulla Pentenero. Come scrisse profeticamente Chiamparino, “ne vedremo delle belle, ne vedranno delle brutte”.

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