CAPITALISMO MUNICIPALE

Partecipate: “Renzi, dicci che fare”

Le aziende pubbliche sono finite nel mirino di Cottarelli ma non è chiaro come voglia trattare la questione il Governo. De Capitani chiede al premier di estrarre un coniglio dal cilindro. Intanto Gtt si pappa l’Atm di Alessandria e Amag studia da multiutility

Tagliare, accorpare, fondere.  Comunque sia, ridurre drasticamente il numero delle partecipate locali per arrivare a un risparmio che oscilla tra i due e i tre miliardi di euro. Il destino delle società in cui ci sono dentro capitali di Regioni, Province e Comuni, per il commissario alla spending review Carlo Cottarelli è chiaro e segnato. Già, ma come farli i tagli, gli accorpamenti, le fusioni? Su quali basi decidere se è opportuno oppure no? E  ancora, quali parametri seguire per evitare che ciascuno vada per la propria strada magari inventandosi soluzioni passando da una giungla – come ha definito il settore lo stesso Cottarelli – a un’altra? Una serie di domande che Stefano De Capitani, navigatore di lungo corso delle partecipate e assai ascoltato consigliere di Piero Fassino in materia di multiutility, ha condensato in un tweet: “Su #municipalizzate spero che dal cilindro di @MatteoRenzi escano strumenti giuridici efficaci per fusioni e razionalizzazioni  #sbloccaitalia”. Un auspicio che l’ex direttore del Csi, consulente di Anci e dall’inizio dell’anno  presidente del gruppo Amag di Alessandria, impegnato proprio in una serie di accorpamenti e fusioni, in un colloquio con Lo Spiffero spiega così, partendo da una premessa: «Non si può dire che tagliare e accorpare sia sempre una cosa buona. È sbagliato generalizzare. Semmai è, invece, necessario valutare singole situazioni e agire di conseguenza. Certo ci sono delle soglie di economie di scala sotto le quali non si può stare ed è necessario intervenire con dei correttivi, anche drastici. Ma questo non significa partire lancia in resta verso una riduzione non supportata da una corretta analisi preliminare».

 

Ma il punto cruciale, per il manager amato da Fassino che ha benedetto la sua trasferta in terra mandrogna a supporto della sindaca Rita Rossa è un altro: «Non basta dire che un riordino, con conseguente riduzione, delle partecipate va fatto. Bisogna dire anche come e fornire gli strumenti giuridici chiari. Altrimenti – avverte – finiremo tutti in un ginepraio». Insomma, più che un auspicio quello affidato al cinguettio da De Capitani, pare un’esortazione:  il governo ricordi di mettere nel cilindro di Renzi quelle norme in grado di tracciare un percorso chiaro per i tagli, le fusioni e tutti i provvedimenti necessari per ridurre il numero delle partecipate e produrre il risparmio di spesa previsto da Cottarelli. «Non credo si tratti di un’operazione complessa e dai tempi lunghi, ma resto convinto che sia indispensabile. Magari fornendo anche un supporto amministrativo a quegli enti che altrimenti si potrebbero trovare in difficoltà a realizzare questa riforma».

 

Una riforma, quella che vede come obiettivo la riduzione delle partecipate o addirittura la pressoché totale dismissione,  che sta pure nell’agenda del presidente della Regione Sergio Chiamparino dove sarà interessante, magari verso metà mandato, vedere quanto sarà ancora in evidenza la voce “Finpiemonte Partecipazioni”, la società che gestisce le  regionali e, soprattutto, distribuisce posti - nel rispetto di un manuale Cencelli sempre in vigore - nei vari consigli di amministrazione.  De Capitani, dal canto suo, mentre affida a twitter il suo messaggio in bottiglia al premier, prosegue spedito verso la serie di fusioni destinate a fare del gruppo alessandrino una grande multiutility allargata ad altri settori oltre quello core business dell’energia: in pancia ad Amag si appresta a finire la partecipata per lo smaltimento dei rifiuti Aral e pure quella della raccolta, Amiu, oggi in mano ai curatori fallimentari. E sempre in terra mandrogna si va verso un salvataggio dell’asfittica Atm da parte della torinese Gtt. In attesa del cilindro di Renzi, sul settore delle partecipate in riva Tanaro sorta di laboratorio in cui si precorrono (almeno in parte) le linee di Cottarelli, per ora c’è il cappello Fassino.