LARGHE ATTESE

Guarda al Nazareno Forza Italia 2.0

Alla vigilia del pellegrinaggio alla Madonna Nera d’Oropa, per la due giorni “sui contenuti”, Pichetto riceve la benedizione dell’Unto del Signore. “A pranzo gli chiederò dell’incontro con Renzi”. E sulla strategia: “La nostra offerta sia propositiva, non solo contro”

IL SIGNORE (di Arcore) SIA CON NOI

“Un po’ di curiosità su cosa si siano detti lui e Renzi ce l’ho. Magari al momento del caffè chissà che non venga, almeno in parte, soddisfatta”. Se la due giorni di Forza Italia in programma ad Oropa per domani e sabato richiama al pellegrinaggio dei berluscones alla Madonna Nera, l’odierna  colazione di Gilberto Pichetto a Palazzo Grazioli può essere letta come la benedizione dell’iniziativa impartita, appunto, da “lui”, il Cavaliere  che,  rinnovando una consuetudine consolidata, consumerà insieme al coordinatore azzurro piemontese il pasto. Non si sa quanto frugale. Si sa, invece, del prezzo da trattoria di quello proposto da Piemonte-Italia 2.0, questo il titolo della convention al Santuario: da un minimo di 20 a un massimo di 35 euro, nel pieno spirito della spending review imposta dal titolare della ditta e, soprattutto, dalla tesoriera Maria Rosaria Rossi, quella che ha scoperto che Berlusconi pagava i fagiolini ottanta euro al chilo. A sua insaputa, come Scajola con le case. «Certo, può essere che si parli pure delle finanze del partito» ipotizza l’ex omino coi baffi con la ventiquattr’ore e il biglietto pronti per la trasferta lampo della capitale. «Troppi erano abituati troppo bene a spendere. Intanto poi c’era lo zio d’America che pagava. Il problema è serio e va affrontato» dice vantando la conterraneità di Quintino Sella e l’operazione  sobrietà a partire dalla nuova e meno costosa sede di corso Vinzaglio, ma anche ammettendo che pure in Piemonte «c’è chi ha il braccino corto quando si tratta di contribuire e comunque anche le posizioni più pesanti sono in via di sistemazione, anche con rateizzazioni».

 

Se l’understatement imposto da Pichetto a chi scimmiottava volentieri i fasti arcoriani, “tanto poi pagava lui”, passa anche per una suite con salotto a 115 euro, l’orgoglio di «mettere sul tavolo i contenuti, lasciando da parte alleanze e temi prettamente elettorali» è la scommessa che il coordinatore piemontese gioca domani e sabato in quella sorta di Stati Generali pensati da mesi, rinviati e alfine approdati in questa landa del Nord Piemonte. «Temi economici e del lavoro, innanzitutto». Non che altri siano mesi in un angolo, «ma meglio concentrare l’attenzione e il confronto su quelli più spinosi e che reclamano una rapida soluzione». Già, soluzioni: non solo da «proporre in sede regionale, nazionale o magari pure in un futuro programma elettorale», ma da avere come obiettivo per proporlo a «un elettorato che deve sapere bene cosa proponiamo, cosa vogliamo offrire con il nostro impegno. Prima ancora di decidere e dire con chi potremmo stare nell’ambito di una possibile coalizione di centrodestra».

 

Troppi, ancora, i temi su cui sarebbe «necessaria una discussione che porti a mediare in sintesi diverse visioni»: dall’immigrazione con la Lega Nord, alla questione fiscale e a quella della giustizia con la stampella del governo di Ncd presa di punta un giorno si e l’altro pure dal Mattinale di Brunetta, e così via. Pichetto sa bene che se i suoi Stati Generali di Oropa partissero proprio da qui, dalle possibili alleanze e dalla loro più o meno spasmodica ricerca, sarebbero un fallimento in partenza.  Rubando il passo dopo passo renziano, il primo è quello sul terreno dei contenuti e, naturalmente dai temi caldi dell’economia, delle imprese, del lavoro. Delle ragioni di questa scelta che lo porta a cercare di elevarsi rispetto ai dibattiti correntizi interni a Forza Italia, Pichetto parlerà oggi nel corso delle colazione a Palazzo Grazioli ricevendo, com’è probabile, il viatico di un Berlusconi che potrebbe trovare nel Piemonte, campo di disfatta elettorale, un terreno sopraelevato rispetto alle quotidiane stilettate tra Fitto e i fedelissimi dell’ex Cavaliere, solo per citarne una.

 

Spiegherà a Berlusconi che la decisione del listone unitario con il centrosinistra per la città metropolitana di Torino è stata una scelta che poggia su presupposti chiari: «si tratta di eleggere una sorte di costituente, un organismo che dovrà stilare le regole del nuovo ente. Certo si sapeva che a comandare sarà Piero Fassino, ma visto che si devono scrivere le regole, è giusto farlo insieme. Ecco perché, al contrario che in quasi tutte le province dove abbiamo liste di centrodestra, a Torino si è deciso per questa strada». Una sorta “di piccolo patto del Nazareno”. «A Oropa - dove ad aprire i lavori ci saranno, oltre a Giovanni Toti, l’ex formattatore Alessandro Catteneo e gli europarlamentari Alberto Cirio e Lara Comi - diremo chiaramente che non dobbiamo fare l’errore della sinistra che per anni ha basato la sua proposta elettorale sull’opposizione e la guerra a Berlusconi. Noi dobbiamo offrire contenuti, proposte concrete, ideali e idee.   Non possiamo certo costruire la nostra offerta solo dicendo agli elettori: votate contro Renzi”. Figurarsi se Silvio, reduce da poche ore dal faccia a faccia con Renzi nel prosieguo di quel patto, non benedirà anche questa scelta di Pichetto. (sr)

 

Leggi qui il programma della convention di Oropa

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4 Commenti

  1. avatar-4
    16:14 Giovedì 18 Settembre 2014 l'osservatore complimenti

    "Resistere risorgere o rinascere" gestiti da chi volle a tutti i costi con sé in provincia a oltre 200.000 € il dott. Princiotta già segretario del comunista Penati braccio destro di Bersani, altro che risorgere con uomini cosi sprofondiamo comicamente.

  2. avatar-4
    16:08 Giovedì 18 Settembre 2014 Turcia Andate a farvi benedire

    È il posto giusto, fra nani e ballerine....

  3. avatar-4
    10:53 Giovedì 18 Settembre 2014 versionedibarney penosi

    non ci sono altre definizioni....

  4. avatar-4
    09:33 Giovedì 18 Settembre 2014 siamodicentrodestra Pazzesco!

    Premesso che Alfano oramai

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