FIANCO DESTR

Berlusconi: “Piena fiducia a Pichetto”

Il Cavaliere riconferma l'attuale coordinatore alla guida del partito in Piemonte, Anzi, "non è mai stato in discussione", gelando le aspettative di qualche aspirante successore (Cirio). Questa sera cena a Palazzo Grazioli: nel menù le amministrative

Se come ha detto ieri Silvio Berlusconi, parlando ai gruppi azzurri di Camera e Senato, “le elezioni amministrative sono il primo tempo della partita per il governo dell’Italia”, in Piemonte la figura chiave dell’allenatore non è in discussione. Almeno fino alla conclusione dei primi 45 minuti, ossia alle Comunali di primavera, Gilberto Pichetto resterà saldamente alla guida del partito e gestirà, mettendo in campo le sue doti di mediazione ed equilibrio, il periodo di preparazione tra strategie e tattiche e, non ultima, la formazione stessa; a partire dal capitano. Uscendo dalla metafora calcistica, la conferma dell’ex omino coi baffi (se tornasse a farli crescere potremmo evitare l’ex) nel non facile ruolo di coordinatore regionale di Forza Italia fa parte del novero di decisioni che si prendono a Palazzo Grazioli e non altrove. Lì, nella dimora romana e sancta sanctorum dell’Unto e del berlusconismo a distanza ravvicinata dal Capo, stasera arriverà proprio Pichetto, invitato da un leader che ancora ieri ha riconfermato ai parlamentari il suo impegno “per riportare Forza Italia ad essere il primo partito”.

 

Iniezione di ottimismo in prescrizione per equini, un po’ sbruffone un po’ il vecchio indomito venditore, ma comunque intenzionato a tenere le redini del partito e pure a tornare in campo in maniera attiva, partendo dalle apparizioni sul piccolo schermo, “torno in tv” ha ribadito Sua Emittenza. Non di meno pronto a mettere mano alla struttura di Forza Italia, partendo proprio dal cambio di quei coordinatori le cui zone di operazioni hanno dato segni di profondo cedimento, oltre a quello connaturato al calo di consensi complessivo. Salterà qualche testa, soprattutto al Sud. E quelli che hanno retto, ma soprattutto che danno la necessaria affidabilità e la cui sostituzione potrebbe rappresentare un salto nel buio, non si toccano. La sorte di Pichetto, insomma. Che, quale valore aggiunto, può vantare il solido e stretto rapporto con l’ex Cavaliere, testimoniato dai non sporadici incontri. L’ultimo stasera. Insieme ad altri dirigenti azzurri, Pichetto discuterà della struttura-partito, magari anche delle finanze che restano un problema, ma non argomento residuale saranno proprio le amministrative e le linee di condotta da tenere con l’alleato principale, la Lega, con quella società civile di area moderata in cui pare in Piemonte si sia sempre intenzionati a scegliere il candidato da opporre a Piero Fassino.

 

Di nomi ce ne sono: dalla coppia notarile Giulio BiinoAlberto Morano, al costruttore Alessandro Cherio, passando per l’avvocato Luca Olivetti. Non tornerà certo da Roma con la designazione in tasca, Pichetto, ma con qualche indicazione in più è assai probabile. Parte pela Capitale, invece, con la certezza di essere lui e non altri a governare Forza Italia in Piemonte (almeno) per un bel po’ di mesi ancora. Tocca mettere il cuore in pace, insomma, a coloro che alla successione avevano fatto più di un pensiero, ovviamente negandolo perfino a se stessi. Tra questi, l’europarlamentare Alberto Cirio cui molti nel partito riconoscono una attività frenetica (anche) di relazioni, tanto da rasentare talvolta un ipercinetismo che lo avrebbe portato ad inciampare in alcuni passaggi arditi. La sua ostentata vicinanza al governatore ligure Giovanni Toti, subito da questi apprezzata sarebbe andata diminuendo fors’anche per una difficoltà a mantenere questo legame in maniera stretta e al contempo stringendone sempre più un altro: quello con Antonio Tajani, ad esempio. Che Toti non voglia morire (politicamente) in Piazza De Ferrari è noto. Che magari pensi a un ruolo sempre più di peso nella guida del partito, è altrettanto chiaro.

 

Questioni delicate di equilibri, rapporti da gestire con cautela e non certo con la foga di un bambino in pasticceria. Anche questo, probabilmente, potrebbe aver contribuito a portare alla decisione di continuare a contare sulla pacatezza (che non è immobilismo) di Pichetto, lasciando raffreddare un po’ il giovane europarlamentare albese. E a poco, evidentemente, sono serviti i selfie con il Capo sotto l’albero di Natale di villa San Martino se è vero che durante una delle ultime passeggiate nel parco di Arcore, quelle seguite alla presentazione ufficiale di Beppe Furino candidato sindaco di Moncalieri, il padrone di casa ha conversato con lui scambiandolo per il mediano bianconero (con palpabile imbarazzo degli astanti).

 

Del resto lo stesso Cirio già deve incominciare a fare i conti con i problemi per l’eventuale futura ricandidatura europea. C’è tempo, è vero. Ma il recente ingresso, favorito guarda caso proprio da Tajani, in Forza Italia dell’unico europarlamentare Ncd Massimiliano Salini, una macchina da preferenze in Lombardia, non faciliterebbe certo una prossima corsa di Cirio a Bruxelles. Oltre che con la prezzemolina televisiva Lara Comi, l’ex assessore al Turismo della giunta Cota, dovrà vedersela anche con l’ex alfaniano ciellino. Insomma, da fare tra Bruxelles e Strasburgo, ne ha d’avanzo. Il Piemonte può attendere. E Pichetto, per Berlusconi, continua ad essere una garanzia. 

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