POLITICA & GIUSTIZIA

Ora Marrone diffida i colleghi

L'esponente di FdI chiede che il Consiglio regionale si pronunci sulla sua decadenza da Ires. "E' un obbligo di legge cui non è stato dato seguito". E se non dovesse bastare si riserva di citare i membri dell'aula per danni

Ora Maurizio Marrone, giudicato ineleggibile dal Tribunale di Torino - e impegnato nel ricorso contro la decadenza da consigliere regionale del Piemonte - tira in ballo tutti i suoi colleghi di Palazzo Lascaris. È arrivata questa mattina una missiva firmata dallo stesso capogruppo di Fratelli d’Italia, nella quale lo scrivente “si riserva ogni azione consentita segnatamente per ottenere il risarcimento di tutti i danni causati e causandi dall’omissione e/o dal ritardo dell’emanazione della pronuncia prevista dall’articolo 6 comma 4 legge regionale 3/9/91 numero 43 e diffida e costituisce in mora ad ogni effetto di legge il presidente del Consiglio Regionale, il Consiglio Regionale in persona del suo presidente, il presidente della Giunta, il segretario del Consiglio Regionale, il dirigente responsabile presso Consiglio Regionale dell’istruzione del procedimento, il dirigente responsabile presso la Giunta, con invito formale ad adottare con ogni urgenza gli atti indicati a seguito della segnalazione da parte di Ires per la pronuncia di decadenza con decorrenza 29/1/2014”.

 

In sostanza Marrone, minaccia di rivalersi su colleghi e dipendenti del Consiglio e della Giunta per quella che lui ritiene essere una mancanza. Le sue disavventure, infatti, nascono dalla mancato pronunciamento di decadenza dal cda di Ires da parte dell’aula, quando dall’istituto regionale arrivò la comunicazione che Marrone aveva saltato senza giustifica tre consigli d’amministrazione consecutivi. Secondo il giudice che l’ha giudicato ineleggibile, per essere effettiva la decadenza da Ires sarebbe stato fondamentale un pronunciamento da parte dell’aula, ma nonostante l’informativa giunta da Ires quel pronunciamento non è mai arrivato. Ora Marrone richiede quel pronunciamento retroattivo, cioè con decorrenza 29 gennaio 2014. Lo stesso Marrone spiega: «Chiedo che venga messo in atto un adempimento di legge, che gli uffici non hanno ancora predisposto». Il ragionamento di Marrone – che nei giorni scorsi ha deciso di non avvalersi più dell’avvocato Eugenio Bruti Liberati e sta scegliendo il suo nuovo legale - è il seguente: se mi trovo in questa situazione è perché l’aula non ha mai ratificato la mia decadenza da Ires (pur ritenendo che la comunicazione dell’istituto regionale bastasse per non considerarlo più parte del cda e su questo punto batterà per vincere il ricorso). Dunque chiedo che quel procedimento venga completato. Se le cose dovessero andare male allora sarà perché ci sono state delle omissioni e qualcuno ne risponderà.