POLITICA & GIUSTIZIA

Firme false, mezzo Pd in Procura

Dopo il segretario regionale Gariglio tocca al responsabile dell'organizzazione Mazza spiegare a magistrati e polizia giudiziaria le modalità di raccolta delle sottoscrizioni. Si allunga la lista di dirigenti, amministratori e funzionari chiamati a testimoniare

Una volta presa la decisione “politica” di raccogliere le firme come si è organizzato il partito? Dopo il segretario regionale del PdDavide Gariglio, ascoltato in qualità di “persona informata sui fatti” lo scorso 3 novembre, tocca all’intendenza riferire ai magistrati che indagano sulle presunte irregolarità nelle sottoscrizioni di alcune liste che, alle ultime elezioni regionali, sostenevano la candidatura di Sergio Chiamparino. E proprio dalle testimonianze di quel livello “operativo”, cui spetta il compito di tradurre in azione le indicazioni politiche, gli inquirenti confidano di comporre il quadro delle procedure e, di conseguenza, accertare e perseguire eventuali reati. Lunedì pomeriggio è la volta di Saverio Mazza che della federazione provinciale è il responsabile organizzativo, mentre nei giorni scorsi è stato Gianni Ardissone, dipendente del partito, a salire al settimo piano del Palazzo di Giustizia. E così che, in attesa dell’esito definitivo alle perizie sulle firme, alla caterva di sottoscrittori e autenticatori (nel complesso oltre 200 persone) si aggiungono funzionari e dirigenti del Pd, gli unici in grado di chiarire i meccanismi della raccolta e le eventuali falle di una macchina che, per quanto rodata, già in passato si è inceppata, incappando nelle maglie della giustizia.

 

Mazza, in un colloquio con Lo Spiffero si è detto “abbastanza tranquillo” sulle modalità di raccolta delle firme perché “ho una fiducia estrema nei nostri circoli”. Spiega che gran parte delle sottoscrizioni sono state raccolte durante la manifestazione dell’orgoglio democratico che si è svolta in un weekend di metà aprile, quando il Pd è sceso in piazza coi suoi gazebo e militanti. “Una mobilitazione – spiega Mazza – che ha visto coinvolti tutti i nostri circoli”. Occasione propizia a raccogliere firme. operazione, secondo quanto riferisce Mazza, trasparente, effettuata alla luce del sole. Per quanto riguarda l’individuazione degli autenticatori, invece, dal partito non è stata seguita una procedura standard: “C’è chi si è proposto per autenticare nel suo circolo, chi invece ha dato una disponibilità a recarsi ai tavoli”. Infine, sulla questione del controllo relativo a queste operazioni, Mazza afferma di non poter dire molto, giacché “il 20 aprile sono dovuto andare in Calabria per questioni personali e poi io svolgevo l'incarico solo temporaneamente per via delle dimissioni di Rosanna Abbà, promossa in segreteria regionale, assieme a Tina Pepe. Il mio ruolo è diventato effettivo alla fine di giugno”.

 

Una versione molto simile a quella offerta da Ardissone, a capo della macchina organizzativa di via Masserano, che, secondo quanto risulta allo Spiffero, dai magistrati ci sarebbe già stato nei giorni scorsi. Nel colloquio ripercorre quel 18 aprile in cui il partito è sceso in strada per raccogliere le firme: “Un nome nella nostra lista sulla provincia di Torino è cambiato poche ore prima l’apertura dei gazebo, per questo ci siamo messi a stampare in fretta e furia i nuovi moduli e richiamato quelli che avevano già preso i vecchi, mi pare fossero gli iscritti di Grugliasco e Venaria”.   Un incidente di percorso al quale comunque il Pd avrebbe rimediato in tempo. Per il resto le operazioni si sono svolte come da copione: “La segreteria regionale ha inviato la modulistica alle varie segreterie provinciali, che compilavano, stampavano e partivano con la raccolta firme. È evidente che laddove le liste sono state definite più tardi o all’ultimo è cambiato qualcosa si è lavorato più di fretta” prosegue Ardissone.  A questo proposito si tenga conto che il listino è stato definito il 22 aprile e le firme andavano raccolte e consegnate entro il 26: “Ancora quella mattina ne sono arrivate alcune centinaia da Verbania, Asti e dalla stessa Torino”. Alla domanda se sia o meno a conoscenza di anomalie nella raccolta firme Ardissone parla di “anomalie sanabili, come per esempio moduli in cui manca il nome e cognome dell’autenticatore scritto in stampatello, ma ci sono firma e timbro”. 

 

Come noto, all'origine dell’iter giudiziariovi sono due azioni intraprese dalla Lega Nord: un ricorso al Tar presentato il 10 luglio scorso dall’ex consigliera provinciale leghista Patrizia Borgarello, con cui ha chiesto di annullare la proclamazione degli eletti della lista “Chiamparino Presidente” e delle liste provinciali di Torino e di Cuneo del Partito democratico e di “Chiamparino per il Piemonte”, e un esposto alla Procura di Torino inoltrato dall'europarlamentare Mario Borghezio. Sarebbero state riscontrate moltissime irregolarità, riepilogate dagli esponente del Carroccio: in certi moduli le firme sembrerebbero alterate perché fatte tutte dalla stessa mano, altri invece avevano gli stessi sottoscrittori della lista alleata, ma raccolti in un comune diverso e nella stessa giornata. Inoltre, due degli elenchi torinesi sarebbero stati sottoscritti dagli stessi sostenitori in due giornate diverse, il 18 e il 22 aprile scorso: fatto strano, anche perché questi firmatari, provenienti dal Canavese nel ritornare ad apporre la propria firma avrebbero rispettato quasi integralmente lo stesso ordine di firma. A questi dubbi si aggiungono quelli generati dalle grafie: i moduli coi dati identificativi sembrano scritti tutti “dalla medesima mano“. Ed ecco il capovolgimento, segnalato dall’avvocato Sara Franchino, ex consigliere regionale dei “Pensionati per Cota”, subentrata a Michele Giovine dopo la sua decadenza a seguito della condanna per le firme false: qualora le irregolarità fossero accertate ricadrebbero su tutti i voti a sostegno di Chiamparino, secondo la sentenza di gennaio sull'”effetto perturbatore che ne discende sull’espressione della volontà degli elettori”. “Tale fenomeno perturbativo si ripercuoterebbe infatti direttamente su 1.057.031 voti espressi, pari al 47,09 per cento“.

 

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3 Commenti

  1. avatar-4
    20:17 Venerdì 14 Novembre 2014 favoreggiamentoxtutti Comunque Mazza un testimone FONDAMENTALE pro PD..

    ...VISTO CHE “il 20 aprile sono dovuto andare in Calabria per questioni personali", però è sicuro (ma solo "abbastanza") che è andato tutto ok perché “ha una fiducia estrema nei nostri circoli”. Come ha fatto a verificare questa fiducia dalla Calabria è un mistero più misterioso della soppressata! Occhio gente che per il favoreggiamento ci va un attimo per sentirselo contestare... Gente perbene, date retta, non coprite le porcherie e le colpe degli altri: ma chi ve lo fa fare? Ma per chi? Per Chiampadrillo? Per Gariglio? Ma perchè?!?!? Ragionate con la vostra testa. E dite la verità. La verità conviene sempre. E rende liberi, ora più che mai!

  2. avatar-4
    14:24 Venerdì 14 Novembre 2014 Bandito Libero Chiampadrillo detto BOSTIK

    ...dopo tutto quello che ha detto alla Storia passerà così!

  3. avatar-4
    23:10 Giovedì 13 Novembre 2014 Baskettaro cose da pazzi

    hanno triturato le palle per anni quattro, con le firme, dando a Cota del falsario. poi escono moduli scritti in ordine alfabetico, consiglieri che si sono auto certificati le proprie firme, autenticatori che ne hanno raccolte a centinaia in poche ore, in luoghi diversi. Chiamparino, dimettiti, sei circondato dal circo .... un ultima cosa: la signora Cerutti che trovava da dire a tutti, ora che è imputata coatta mente, non parla più ?

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