Csi, il “Dado” è (quasi) tratto
09:04 Lunedì 17 Novembre 2014 7Imminente la nomina del nuovo vertice del Consorzio informatico pubblico. In corsa il sindaco di Cuorgnè Pezzetto (sponsorizzato dal Pd Gariglio) e l'avvocato Rossotto (sostenuto dall'assessore De Santis). Ma la Regione non ha ancora un piano
Altro giro, altra corsa, altro regalo. Con il cambio di maggioranza riprende in Regione la giostra delle nomine. A salire sul calcinculo di piazza Castello sono ora gli aspiranti alla presidenza del Csi, il Consorzio per il sistema informativo, ovvero l’ente strumentale in campo informatico e telematico che almeno da due decenni attende di essere “riformato”. Gli intendimenti del governo di centrosinistra sono ancora avvolti nel mistero: l’assessore competente, Giuseppina De Santis, su questo tema (come, del resto, su gran parte delle sue deleghe) è sfuggente e, interpellata dallo Spiffero, si limita a comunicare che “ogni decisione verrà presa di concerto con i nuovi vertici”. Nomine peraltro imminenti, come
conferma l’esponente della giunta Chiamparino, forse già domani (difficile) o la settimana prossima. E in lizza, dopo la scrematura “tecnica” effettuata dagli uffici (che verificano i requisiti) e quella “politica” compiuta dallo stesso assessore in serrata “dialettica” con le forze della coalizione (leggi Pd), sono rimasti in due: Giuseppe Pezzetto (a sinistra), attuale sindaco di Cuorgnè e consulente aziendale (collabora con Kpmg), e Riccardo Rossotto (sotto), avvocato specializzato in diritto industriale, societario e commerciale, con alle spalle numerosi incarichi professionali per conto di enti pubblici (Turismo Torino, ad esempio).
Due figure di rilievo, seppur dai connotati diversi, e sui quali sarebbe in corso un sotterraneo braccio di ferro tra la De Santis, che apertamente sostiene la candidatura di Rossotto, e il Pd, nella persona del segretario-capogruppo Davide Gariglio, che propende per Pezzetto. Schieramenti dettati da appartenenze e
reticoli di amicizia. Rossotto, “Dado” per gli amici, numerosi e traversali, è uomo di relazioni: espressione di quel milieu della borghesia subalpina, laica ma con incursioni nel mondo cattolico (da Comunione e liberazione al Cottolengo), che nella stagione Bresso ruotava attorno ad Andrea Bairati (lo stesso che piazzò alla direzione del Csi Stefano De Capitani). “Beppe” Pezzetto abbina al suo curriculum lavorativo (dall’Ict del gruppo Fiat alla Deloitte, da Torino Finanza a Eurofidi) un tratto più “politico”: renziano di tradizione popolare, è uno dei principali supporter di Gariglio.
Chiunque sarà nominato avrà un compito tutt’altro che semplice nel traghettare una società di cui il presidente uscente (del centrodestra) Davide Zappalà, illustrando il suo bilancio di fine mandato, ha contestato l’immagine di “carrozzone” che spesso ne viene data. “Il Csi è fonte di risparmio, non è giusto venga considerato un costo invece che un ente che fornisce servizi e ha delle eccellenze”. Una posizione che trova riscontro nei dati: “La Regione Piemonte ha una spesa It per cittadino di 15,8 euro, inferiore o analoga a quella di altre regioni di dimensioni paragonabili, 18,9 la Lombardia e 15,7 il Lazio”. Nel febbraio 2013 il Csi, consorzio che si occupa del sistema informativo regionale, aveva un debito di 68,3 milioni verso i fornitori e di 42 milioni con le banche, che sono scesi rispettivamente a 11 e 23,9 milioni nel 2014. Scesi anche i tempi di pagamento dei fornitori, da 330 a 60 giorni, e la cassa integrazione che lo scorso anno aveva riguardato 100 dipendenti, nessuno negli ultimi 10 mesi.
“Abbiamo anche fatto una spending review aziendale tale che il premier dovrebbe chiamarci a tenere delle lezioni”, ha scherzato il presidente in uscita ricordando, fra le altre cose, i 2,5 milioni l’anno risparmiati con la chiusura di una delle due sedi, i 600 mila euro annui di risparmio dovuto al nuovo contratto integrativo e la riduzione del 75% dei contatti di consulenza con l’azzeramento di quelli non informatici e un taglio della spesa del 29%. “Ma non c’è solo la riduzione dei costi”, aggiunge il presidente del Csi Zappalà, ricordando alcune iniziative come il protocollo con Agid e Consip “per favorire e diffondere l’innovazione nella PA centrale e locale” e “il coordinamento dell’informatica sanitaria”. Un piano, quest’ultimo, avviato ad aprile che al momento non ha ancora fatto grossi passi avanti “ma che porterà un servizio migliore ai cittadini e che ha risparmi potenziali stimati in 150 milioni fino al 2018″. Resta inoltre da capire che fine faranno i progetti di riorganizzazione messi in atto dalla precedente giunta: verranno cancellati, ritornando a una sorta di anno zero?



